Acciaio, le imprese liguri battono il Covid

Genova - Produttori e distributori, commercianti e centri servizio: le imprese liguri della filiera siderurgica sono sopravvissute alla pandemia, hanno perso utili ma sono più solide e si preparano a chiudere un 2021 molto positivo. Guardando ai dati del rapporto Bilanci d’Acciaio 2021, l’analisi dell’ufficio studi di Siderweb che prende in considerazione i bilanci 2020 delle imprese della filiera siderurgica in Italia

di Gilda Ferrari

Genova - Produttori e distributori, commercianti e centri servizio: le imprese liguri della filiera siderurgica sono sopravvissute alla pandemia, hanno perso utili ma sono più solide e si preparano a chiudere un 2021 molto positivo. Guardando ai dati del rapporto Bilanci d’Acciaio 2021, l’analisi dell’ufficio studi di Siderweb che prende in considerazione i bilanci 2020 delle imprese della filiera siderurgica in Italia, la redditività del comparto è peggiorata, ma è migliorata la solidità delle aziende, facendo registrare i migliori risultati dell’ultimo triennio, con un minore indebitamento e un modesto miglioramento degli indicatori di liquidità. L’analisi di Siderweb si focalizza sulla filiera siderurgica nel suo complesso: produzione di acciaio e prima trasformazione, centri servizio, distribuzione, commercio di rottame e ferroleghe, taglio e lavorazione della lamiera, utilizzatori. Il fatturato totale delle imprese della parte alta della filiera (utilizzatori esclusi) nel 2020 è stato pari a 44,145 miliardi di euro (-14,7% rispetto al 2019).

Il valore aggiunto è stato pari a 6,195 miliardi, l’Ebitda è sceso a 2,536 miliardi (-29,9%) e l’utile si è fermato a 546 milioni di euro (-50%). Le 26 imprese liguri prese in esame (17 hanno sede in provincia di Genova, cinque a Savona e quattro alla Spezia) ricalcano questo schema, registrando però, rispetto alla media nazionale, una minore sofferenza sul giro d’affari. Nel 2020 il fatturato totale delle liguri ha superato i 903 milioni di euro, limitando la flessione a un -1,3% rispetto al 2019, mentre l’utile netto è crollato del 33,3% a 6,3 milioni rispetto ai 9,5 milioni del 2019. Ugualmente in discesa il valore aggiunto, che nel 2020 flette a 55,7 milioni rispetto ai 60 milioni del 2019, e l’Ebitda sceso del 15,2% a 24,6 milioni di euro. A fronte di questi indicatori negativi non mancano però elementi positivi, a cominciare dalla solidità in termini contabili, che si è rafforzata, insieme a un migliore rapporto di indebitamento.

Nel 2020 le 26 imprese liguri analizzate hanno registrato un totale attivo pari a oltre 752 milioni di euro, in crescita del 15,3% rispetto ai 652 milioni del 2019, immobilizzazioni per 56 milioni e un patrimonio netto di 118,6 milioni di euro, in crescita del 13,5%: «Il settore dell’acciaio, come molti altri, ha risentito della pandemia. - spiega Claudio Teodori, docente dell’Università di Brescia - La dimensione più colpita è la redditività, certamente meglio la solidità. Il commercio di rottame e ferroleghe nel 2020 ha migliorato il suo posizionamento grazie alla redditività, mentre i centri servizi hanno mostrato stabilità nella redditività e una manchevole solidità». Il 2021 sarà per l’intero comparto l’anno del rimbalzo. Il recupero è in corso ed è destinato a consolidarsi l’anno prossimo. Tra gli operatori c’è ottimismo. «Una volta innescata, la ripresa è stata molto forte, siamo riusciti a recuperare nel 2021 la discesa del 2020, anche se gli aumenti dei costi energetici hanno un po’ frenato lo slancio», ha commentato il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato, nel corso della presentazione dello studio sulla filiera: «Il sistema ha dimostrato di essere sano, lo si è visto per la prontezza di reazione nel momento della ripresa. - ha detto Andrea Gabrielli, presidente dell’omonimo gruppo, dando voce ai distributori - Per il comparto distributivo il 2021 sarà un anno eccezionale, con una domanda eccezionale e una rivalutazione delle scorte. Abbiamo goduto di una fase molto favorevole, noi e i centri servizio. Il 2022 avrà marginalità ridimensionate, servirà quindi una nuova logica di riposizionamento».

 

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