«Funivie Savona, tutto fermo»: nuovo appello sindacale per la ricostruzione

«Urge un intervento ministeriale per trovare una soluzione per la gestione dell’infrastruttura di Funivie». È partito da Savona l’ennesimo sollecito che Cgil, Cisl e Uil hanno indirizzato ai parlamentari savonesi, alle autorità e al commissario per la ricostruzione

di Luisa Barberis

Savona - «Urge un intervento ministeriale per trovare una soluzione per la gestione dell’infrastruttura di Funivie». È partito da Savona l’ennesimo sollecito che Cgil, Cisl e Uil hanno indirizzato ai parlamentari savonesi, alla Regione, ai comuni di Cairo e Savona, all’Autorità di sistema portuale e al commissario per la ricostruzione, con l’obiettivo di arrivare a una svolta nella partita di Funivie: «Siamo a un punto fermo e abbiamo bisogno di chiarezza - precisa Danilo Causa per la Cisl -. Questo è il secondo sollecito che parte da Savona nel giro di pochissimo tempo: auspichiamo che arrivi al più presto una convocazione per far tornare in un funzione un impianto fondamentale per la provincia». I sindacati chiedono un commissario per la gestione e la lettera va dritta al punto: «Senza tale intervento si corre il rischio di vanificare gli interventi di ripristino già definiti e i sacrifici finora sostenuti dai lavoratori, in cassa integrazione da anni, nonché di abbandonare un’infrastruttura già esistente, ambientalmente sostenibile e con ampie potenzialità di sviluppo futuro per il territorio nell’ambito di un progetto complessivo di gestione delle rinfuse e di rilancio del rapporto porto-entroterra».

Dal primo gennaio la società Funivie è in liquidazione, ma è anche scattato un avviso per la ricostruzione. Sono arrivate più di una richiesta di informazioni, che poi si sono tradotte in vere e proprie manifestazioni di interesse per il ripristino. Di fatto, però, dell’iter avviato dal commissario straordinario per la ricostruzione Vittorio Maugliani non sono noti altri dettagli. E i sindacati chiedono un incontro con lui e con il ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili per conoscere lo stato dell’arte e fare chiarezza rispetto a tempi e modi della ripartenza. L’infrastruttura è ferma dal novembre 2019, dopo che due frane hanno abbattuto tre piloni. L’importo complessivo della progettazione esecutiva e dei lavori ammonta a oltre 3,8 milioni di euro e mira a consolidare i versanti, in modo da impedire in futuro situazioni come quella che hanno portato al crollo dei piloni della linea funiviaria, oltre che a ripristinare l’operatività dell’infrastruttura per far viaggiare di nuovo i vagonetti.

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