Legambiente: «Su ex Ilva garanzie da Di Maio»

Taranto - Al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che domattina sarà in Prefettura a Taranto, Legambiente chiede risposte «tese a garantire ai cittadini di Taranto la certezza che la produzione dello stabilimento siderurgico non comporti rischi per la salute di cittadini e lavoratori»

Taranto - Al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che domattina sarà in Prefettura a Taranto, Legambiente chiede risposte «tese a garantire ai cittadini di Taranto la certezza che la produzione dello stabilimento siderurgico non comporti rischi per la salute di cittadini e lavoratori». Inoltre si chiede che «ci sia la assoluta certezza, supportata da dati scientifici inconfutabili, che lo stabilimento non continui ad avvelenare e che non ci siano altri morti da immolare sull’altare della produzione dell’acciaio».

Legambiente rinnova le sue richieste alla vigilia del tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo che oltre a Di Maio vedrà domani in Prefettura, anche i ministri Barbara Lezzi (Sud),Giulia Grillo (Salute), Sergio Costa (Ambiente) e Alberto Bonisoli (Beni culturali). Legambiente parla di «assoluta necessità che si proceda al più presto, e con i provvedimenti normativi più rapidi, come come potrebbe essere un decreto legge, ad istituire la Viias», la Valutazione integrata impatto ambientale e sanitario, «per lo stabilimento siderurgico di Taranto, proprio al fine di rassicurare nel più breve tempo possibile i cittadini sull’impatto della produzione dello stabilimento sull’ambiente e sulla salute di cittadini e lavoratori. Chiediamo al ministro Di Maio, inoltre - afferma Legambiente -, di sollecitare gli amministratori straordinari di Ilva spa a dare una informazione dettagliata e completa sullo stato delle bonifiche e sull’utilizzo delle risorse messe loro a disposizione». Legambiente chiede poi «che si proceda rapidamente ad istituire e mettere a disposizione di tutti i cittadini un portale in cui vengano indicati, prescrizione per prescrizione, in maniera chiara e di facile lettura, gli interventi previsti, le scadenze (correlate da avvisi che ne segnalino l’approssimarsi), le date delle visite ispettive previste, i risultati e le eventuali prescrizioni collegate alle ispezioni, tutti i dati dei monitoraggi in corso, aggiornati a scadenze prestabilite e messi in relazione sia con la quantità di acciaio prodotta che con i dati dei monitoraggi riferiti ai periodi precedenti, con i limiti previsti dalla normativa e con quelli ritenuti accettabili dall’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. In poche parole - sottolinea Legambiente - tutto quanto è utile per monitorare in ogni momento l’effettivo rispetto degli impegni assunti da Arcelor Mittal e la situazione ambientale interna ed esterna allo stabilimento». «Con riferimento alla cosiddetta «immunità penale» - sostiene Legambiente rivolgendosi al ministro dello Sviluppo economico - chiediamo che in Parlamento si adottino provvedimenti che ne definiscano dettagliatamente l’ambito e che la circoscrivano unicamente alla stretta esecuzione delle opere previste nell’Aia e nel Piano Ambientale». Infine, dice Legambiente, «chiediamo al ministro di affrontare il tema dei risarcimenti della città e dei cittadini di Taranto, prevedendo l’apertura di un percorso in sede amministrativa, coinvolgendo la procedura di amministrazione straordinaria, e il nuovo gestore dello stabilimento per garantire comunque un ristoro concreto ai danneggiati che non potranno ricevere soddisfazione dalla procedura concorsuale».

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