Fondo Interbancario, potrebbe essere più salato del previsto il conto del salvataggio della Popolare di Bari

La misura da prendere per ricapitalizzare l'istituto, commissariato due settimane fa, è un passaggio obbligato nell'ambito di un intervento più ampio per il quale il governo ha già annunciato un'iniezione di capitali da 900 milioni

I ministri Roberto Gualtieri e Luigi Di Maio durante gli auguri di fine anno

Bari - La prospettiva è di un altro weekend di lavoro per i consulenti al fianco del Fondo Interbancario di tutela dei depositi sulla Popolare di Bari. Poi lunedì pomeriggio è stata fissata a Roma la riunione del consiglio del fondo del sistema bancario, chiamato a valutare, fra qualche malumore e molte incognite, un altro intervento di salvataggio, dopo quello mandato da poco in porto con Carige, il cui valore dai 300 milioni iniziali pare destinato a salire verso i 400/500 milioni.

La misura da prendere per ricapitalizzare l'istituto, commissariato due settimane fa, è un passaggio obbligato nell'ambito di un intervento più ampio per il quale il governo ha già annunciato un'iniezione di capitali da 900 milioni da realizzare tramite il Mediocredito Centrale, banca controllata dallo Stato. Sotto la guida del presidente Salvatore Maccarone gli esponenti della banche italiane dovranno considerare l'impegno per la Popolare di Bari anche se la definizione esatta dalla cifra da mettere sul piatto è in buona parte legata al piano che i due commissari, Enrico Ajello e Antonio Blandini, dovranno presentare una volta concluso l'esame dei conti e con esso in prima battuta il fabbisogno della Bari.

Nel frattempo il Codacons ha fatto i conti di quel che si profila come un altro caso di risparmio tradito e calcola che la banca «ha bruciato fino ad oggi 1,5 miliardi di euro di risparmio dei 70mila soci con l'azzeramento del valore delle azioni, e al momento non si conosce il destino dei 213 milioni investiti dai piccoli risparmiatori in obbligazioni». Proprio lunedì fra l'altro c'è in calendario il pagamento della cedola di uno dei bond emessi dall'istituto pugliese.

Intanto, mentre il dossier è in questa fase nelle mani del Fitd, oltre che delle autorità preposte, le misure annunciate dal governo riprenderanno il loro cammino dopo le festività. L'8 gennaio parte l'esame del Decreto legge "per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca d'investimento" necessario all'operazione: emendamenti entro il 13, dopo un ciclo di audizioni che toccheranno fra gli altri Bankitalia, Consob e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

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