Banca Carige, prove tecniche di class action fra i piccoli azionisti

A promuoverla è Franco Corti, gestore del sito Vocedegliazionisti.it e autore di cinque esposti a Consob sulle recenti vicende dell’istituto ligure

L'assemblea dei soci Carige del 20 settembre 2019

di Gilda Ferrari

Genova - Nuove fibrillazioni dal fronte dei piccoli azionisti Carige in attesa che l’assemblea del 31 gennaio elegga il nuovo cda e il titolo torni alle negoziazioni di Borsa con la fine del commissariamento. Dopo l’impugnazione della delibera assembleare dell’aumento di capitale da parte degli azionisti risparmio (udienza fissata il 31 marzo) e dopo che l’associazione AzioneCarige si è rivolta al Presidente della Repubblica per ottenere un ulteriore ristoro dei danni patiti dai piccolissimi soci, all’orizzonte prende ora forma la prima class action. A promuoverla è Franco Corti, gestore del sito Vocedegliazionisti.it e autore di cinque esposti a Consob sulle recenti vicende dell’istituto ligure. Corti ha avviato un’iniziativa tesa a «salvaguardare il diritto di rivalsa» dei risparmiatori che non hanno approvato la ricapitalizzazione da 700 milioni appena conclusa, «propedeutica all’azione legale collettiva che faremo partire a febbraio». «Insieme a un gruppo di avvocati – spiega – sto predisponendo quanto necessario per avviare un’azione legale collettiva che permetta a più persone possibili di partecipare. Le adesioni già ricevute sono circa trenta, e altre venti stanno per arrivare, ma credo che il numero dei ricorrenti sia destinato a salire. L’obiettivo è comprimere al massimo i costi legali fissi per chi partecipa, in modo tale da pagare gli avvocati attraverso una percentuale sul risarcimento».

Secondo il promotore dell’iniziativa, «la delibera del 20 settembre e il piano sotteso a supporto dell’aumento di capitale» concluso «sono stati assunti in violazione dei diritti dei piccoli azionisti, vuoi per l’esclusione del diritto di opzione, vuoi per l’arbitraria valutazione patrimoniale della banca, valutata 55 milioni a fronte di un patrimonio netto pari a 1,8 miliardi». Da qui la decisione: «Abbiamo deciso di procedere – continua Corti -. Chi, tra coloro che non hanno approvato la delibera di settembre, vuole unirsi alla nostra azione collettiva può farlo entro il 15 gennaio. Sul sito è disponibile il testo di lettera da inviare alla banca e alle autorità che a vario titolo hanno obblighi di sorveglianza e di controllo a tutela del risparmio. L’invio di questa lettera è un passaggio obbligato per mantenere il diritto di rivalsa».

Il tema della class action è stato discusso anche nell’ambito di AzioneCarige, l’associazione dei piccoli azionisti guidata da Silvio De Fecondo. «Molti risparmiatori sono arrabbiati per il grande danno patito e ci hanno chiesto di valutare un’azione legale – conferma De Fecondo –. Tuttavia, mettere in piedi un’iniziativa simile è complesso e, soprattutto, il risultato resta aleatorio: rischiamo di sostenere l’onere legale senza ottenere un risarcimento adeguato». De Fecondo precisa che chi ha approvato il piano dei commissari «non può avviare azioni contro l’operazione, ma potrebbe comunque farlo per l’aumento di capitale del 2017 sottoscritto a fronte di informazioni carenti e inesatte, come ha poi dimostrato la semestrale 2018». —

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