Moody's promuove Mps: non succedeva da sette anni

Le prospettive sui rating diventano positive grazie alla possibilità di "ulteriori significative riduzioni dei crediti deteriorati nel medio periodo"

Il Monte dei Paschi di Siena

Milano - Mps incassa la promozione di Moody's, che migliora le prospettive sul rating da negative a positive, alza il giudizio di base sul merito di credito (da caa1 a b3) e sul debito subordinato (da caa2 a caa1) e conferma i rating sul debito non garantito e sui depositi. Il rialzo del giudizio Bca, spiega Moody's, riflette principalmente i «progressi significativi» realizzati dall'istituto guidato da Marco Morelli nella pulizia del bilancio dai crediti deteriorati, il cui rapporto rispetto al totale dei crediti è sceso in un anno dal 18% al 12,5%, grazie alla vendita di 3,8 miliardi di npl. Si tratta di un valore ancora «molto più alto» dell'8% della media del sistema bancario italiano e del 3% di quello europeo ma «è significativamente migliorato» ed è inferiore, con «due anni di anticipo», al 12,9% concordato con la Commissione Ue nell'ambito del piano di ristrutturazione. Ma Moody's riconosce a Mps anche di aver «riavviato l'accesso al mercato della raccolta istituzionale» grazie all'emissione nel 2019 di 300 milioni di bond subordinati, di 1,25 miliardi di bond non garantiti e di 2 miliardi di covered bond. Ragion per cui l'agenzia si aspetta che il prossimo mese Siena rimborsi gli ultimi 3,2 miliardi di bond garantiti dalla Stato emessi nel 2017 e riduca la dipendenza dai prestiti Tltro della Bce, che attualmente rappresentano il 12% degli asset della banca, uno dei livelli più alti in Europa.

Le prospettive sui rating diventano positive grazie alla possibilità di «ulteriori significative riduzioni dei crediti deteriorati nel medio periodo» (il governo sta cercando un accordo con l'Ue per liberare la banca da una decina di miliardi di npl), al mantenimento di ratio di capitale «adeguati» e all'attesa di «ulteriori progressi nel recupero del valore della rete».
Erano almeno sette anni che una delle "tre sorelle" non alzava un rating sulla banca e la mossa di Moody's, che probabilmente il mercato non si aspettava, ha fatto spiccare un balzo al titolo in Borsa, dove ha chiuso in rialzo del 19,7% a 1,72 euro. La promozione, che certifica i progressi della ristrutturazione, rappresenta un buon auspicio per il governo, che ha ottenuto dalla Ue un supplemento di tempo per mettere a punto le modalità di uscita dal capitale e che, a marzo, dovrà predisporre le liste per il rinnovo del cda della banca.

Mettere fine alla «protratta incertezza sulla strategia della banca in futuro» non può che fare bene, ricorda Moody's, che non si è dimostrata preoccupata dalla svalutazione per 1,2 miliardi di euro delle Dta, che manderà in profondo rosso il bilancio 2019: essendo le attività fiscali differite già detratte dal capitale regolamentare la loro riduzione non intacca la capacità di assorbire future eventuali perdite.

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