Banca Carige, si allungano i tempi per il ritorno in Borsa

Il commissariamento ha fatto venire meno l’obbligo di bilancio, prevede che i commissari redigano dei rendiconti non pubblici. Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener presenteranno il rendiconto finale (relativo al periodo gennaio 2019 - gennaio 2020) probabilmente a febbraio

Un'assemblea dei soci di Banca Carige

di Gilda Ferrari

Genova - Si allungano i tempi della riammissione del titolo Carige in Borsa. Venerdì prossimo l’assemblea degli azionisti è chiamata ad eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, che sarà guidato da Francesco Guido (ex direttore generale del Banco di Napoli) e presieduto da Vincenzo Calandra Buonaura (ex vice presidente di Unicredit). La nomina del nuovo cda segnerà l’uscita della banca da tredici mesi di commissariamento. Secondo quanto ricostruito dal Secolo XIX, il ritorno a Piazza Affari è improbabile avvenga prima dell’estate. La sospensione dalle negoziazioni, lo ricordiamo, si era resa necessaria con il commissariamento di Bce a inizio gennaio 2019, che aveva segnato l’ingresso in una fase informativa particolare (i commissari non hanno obbligo di redigere il bilancio, possono predisporre dei rendiconti che però non sono pubblici). L’insediamento dei nuovi organi sociali venerdì - cda e collegio sindacale - è un passaggio necessario ma non sufficiente al ritorno in Borsa. Gli altri due passaggi riguardano il bilancio (appunto) e il raggruppamento delle azioni, che deve essere deciso dal board ma anche approvato dall’assemblea dei soci (che dovrà quindi essere convocata, con relativi tempi tecnici).

«Perché la società possa essere riammessa da Consob in Borsa occorre che sia ripristinato un quadro informativo completo», spiega una fonte vicino al dossier. Il riferimento è al bilancio. L’ultima relazione semestrale della banca risale al 30 giugno 2018. Il commissariamento ha fatto venire meno l’obbligo di bilancio, prevede che i commissari redigano dei rendiconti non pubblici. Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener presenteranno il rendiconto finale (relativo al periodo gennaio 2019 - gennaio 2020) probabilmente a febbraio e dovrà essere approvato da Bankitalia. «Ma tale documento - chiarisce una fonte finanziaria - non è pubblico e, per quanto strutturato, non è un bilancio contabile. E poiché tutti gli azionisti, non solo il Fitd e Ccb, devono poter disporre di informazioni dettagliate per poter decidere come gestire il proprio investimento, è quindi necessario che il nuovo cda approvi un bilancio, quantomeno di periodo, prima che le autorità riammettano il titolo in Borsa, garantendo allineamento informativo per tutti gli azionisti attuali e potenziali». Essendo vigilata da Bce, Carige «dovrà fornire i primi dati relativi al 2019 alle autorità europee entro febbraio»: sarà solo il primo passo per colmare la lacuna informativa sopraggiunta. Quanto al raggruppamento delle azioni, «appare di fatto obbligatorio perché un titolo che vale millesimi di euro non è negoziabile, la minima variazione lo esporrebbe agli stop tecnici di Borsa Italiana».

A stabilire la formula del raggruppamento sarà il nuovo cda, ma l’operazione dovrà essere approvata anche da una nuova assemblea dei soci. «A fronte di questi passaggi è ipotizzabile un ritorno in Borsa non prima dell’estate, forse in autunno», riflette una fonte. Venerdì intanto Carige mette fine al commissariamento. Saranno presenti i nuovi soci (Fondo Interbancario azionista di maggioranza con l’80% e Cassa Centrale Banca con l’8,3%).In molti scommettono anche sulla presenza di Malacalza Investimenti, l’ex socio di controllo diluitosi dal 27,6% al 2% che ha chiesto 483 milioni di danni alla banca e ai due nuovi azionisti.

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