Lagarde gela gli entusiasmi: "Per l'Europa i rischi sono superiori alle possibilità di uscire dalla crisi"

Aspettando di capire l'evoluzione del Coronavirus, la Bce manda avanti la sua tabella di marcia e avvia l'annunciata revisione della strategia di politica monetaria, che si dovrebbe concludere a fine anno

Il porto cinese di Qingdao

Bruxelles - La zona euro continua a crescere, seppur con passo molto lento, ma all'orizzonte non si vede la luce bensì nuovi rischi. A preoccupare non è più la tensione tra Usa e Cina, che è calata dopo l'accordo siglato, ma l'emergenza sanitaria che sta terrorizzando Governi e organizzazioni internazionali: l'epidemia di Coronavirus, avverte la presidente della Bce Christine Lagarde, è una variabile pericolosa che alimenta l'incertezza creando «una rinnovata fonte di preoccupazione». Ancora è presto per valutarne l'impatto sull'economia europea, che comunque resta protetta dal sostegno della Banca centrale, uno «scudo dai venti contrari globali». Nella sua prima audizione da presidente della Bce alla commissione economica del Parlamento Ue, Lagarde ha prospettato una crescita «con slancio modesto», con incertezze globali che «restano elevate». Quelle originate dalle tensioni Usa-Cina «recedono», con Pechino che annuncia il dimezzamento dei dazi sull'import di oltre 1.600 beni Usa per 75 miliardi di dollari.

Si affaccia invece il rischio legato all'epidemia di Coronavirus. «È ovviamente motivo di preoccupazione», ha detto Lagarde parlando con i giornalisti a margine della sua audizione. «Non abbiamo molti elementi oggi per misurare le conseguenze» economiche, «perché non si sa a quale velocità si potrebbe propagare o arrestare», ha spiegato. Ma guardando al caso della Sars dieci anni fa, «ci si è resi conto che l'economia subisce uno shock, la crescita rallenta», ma «riparte con forza» con il regredire dell'epidemia. Aspettando di capire l'evoluzione del Coronavirus, la Bce manda avanti la sua tabella di marcia e avvia l'annunciata revisione della strategia di politica monetaria, che si dovrebbe concludere a fine anno. Servirà a studiare meglio gli effetti collaterali delle misure non convenzionali prese dalla Banca centrale in questi anni, e a capire come incorporare nelle future decisioni nuove priorità europee come la lotta ai cambiamenti climatici. La Bce «può contribuire al progetto del Green deal» all'interno del suo mandato, ha detto la presidente, ricordando che certamente «non può prestare né comprare bond della Bei sul mercato primario, ma può comprarli sul mercato secondario. È lì che possiamo avere un impatto», ha spiegato. A chi critica l'idea di portare la Bce su un terreno che non le compete come quello della sostenibilità ambientale, Lagarde spiega che anche questa ha un impatto sui prezzi e quindi deve essere presa in considerazione. La presidente lancia poi un messaggio ai Governi.
«Tassi bassi e bassa inflazione hanno ridotto significativamente il margine per la Bce e le altre banche centrali di allentare la politica monetaria per far fronte al rallentamento», quindi in questo ambiente le politiche di bilancio e strutturali «hanno un ruolo importante da giocare», perché possono «aumentare lo slancio della crescita e rafforzare il potenziale attraverso una più alta produttività», che «sosterrebbe l'efficacia delle nostre misure e aiuterebbe i tassi a risalire di nuovo».

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