Turismo, lusso e centri commerciali: così la Cina si mette alla spalle il virus / FOCUS

Shanghai - Il mercato cinese non ha perso appeal per gli investitori stranieri. Anche se è ancora prematuro fare un bilancio definitivo dei contraccolpi della crisi, le prime indicazioni sembrano essere incoraggianti. Sono diverse le aziende occidentali che hanno deciso di portare avanti i propri piani di espansione

di Marco Frojo

Shanghai - Il mercato cinese non ha perso appeal per gli investitori stranieri. Anche se è ancora prematuro fare un bilancio definitivo dei contraccolpi della crisi, le prime indicazioni sembrano essere incoraggianti.

A quasi due mesi dalla ripartenza, sono diverse le aziende occidentali che hanno deciso di portare avanti i propri piani di espansione nella Repubblica Popolare, addirittura in settori dal futuro che sembrerebbe molto incerto come per esempio quello alberghiero.

Un fattore che lascia ben sperare anche per i Paesi europei e in particolar modo per l’Italia, per la quale il turismo riveste una grande importanza: se le intuizioni dei manager che non cancellano gli investimenti fossero corrette, vorrebbe dire che la ripresa sarebbe più agevole del previsto.

La notizia più sorprendente giunta in questi giorni dalla Cina è la decisione da parte della catena alberghiera InterContinental Hotels Group (Ihg) di procedere con la costruzione di un nuovo hotel di lusso nella città Chengdu, capoluogo della provincia Sichuan (circa 1.000 chilometri ad ovest di Wuhan), dove l’inizio dei lavori è previsto per la fine dell’anno: «I segnali di ripresa in Cina sono incoraggianti - spiega Justin Channe, managing director di Regent Hotels&Resort, la controllata del gruppo Ihg che sta costruendo la struttura a Chendgu -. La festa di Qingming (4 aprile) ha fatto registrare una decisa ripresa dell’attività di ricezione, in particolar modo a Chendgu e nelle altre destinazioni della provincia di Sichuan. Su un orizzonte temporale di lungo periodo continuiamo a essere ottimisti sulle prospettive di crescita del settore alberghiero cinese, incluso il segmento del lusso».

D’altra parte la boutique Hermès a Guangzhou nel giorno della sua riapertura ha incassato in un sol giorno 2,7 milioni di dollari (2,46 milioni di euro), la cifra più alta di sempre per un singolo negozio in Cina.

Sempre nel settore del commercio al dettaglio va registrata la decisione di Value Retail, società inglese proprietaria di shopping center, di portare avanti l’ampliamento degli spazi nel centro commerciale Suzhou Village (vicino a Shanghai) dove, al termine dei lavori, i negozi passeranno da 120 a 200.

Value Retail China, la sussidiaria cinese del gruppo britannico, aveva già registrato una forte ripresa della spesa dei consumatori all’inizio di aprile e aveva attribuito la crescita alla voglia dei cittadini di “uscire di casa” dopo esser stati rinchiusi in casa per diverse settimane. Il giro d’affari del Suzhou Village è aumentato a un tasso del 40% settimanale dall’inizio del mese: «Grazie alla positiva ripresa degli acquisti nelle ultime settimane, stiamo andando avanti con l’espansione del villaggio di Suzhou - dicono dalla società -. Dopo essere state rinchiuse a casa per settimane, le persone vogliono stare all’aperto per godersi il bel tempo primaverile. Ora poter stare all’aperto è visto come un lusso». In questo contesto dove domina la voglia di ripartire, attira decisamente meno l’attenzione l’apertura del primo ufficio in Cina (a Shanghai) dell’azienda israeliana IceCure, che produce apparecchi medicali per la cura dei tumori. L’investimento previsto è di quattro milioni di dollari in un settore che ha inevitabilmente subito una decisa accelerazione in seguito alla crisi sanitaria del coronavirus.

Secondo Harsha Basnayake, managing partner di Ey, le migliori condizioni per un investimento nel mercato cinese si trovano attualmente nei settori del commercio elettronico, della consegna dei prodotti acquistati online, della life science (farmaci e strumentazioni biomedicali) e nelle infrastrutture, uno dei comparti che beneficerà maggiormente del sostegno pubblico: «Ci attendiamo anche delle opportunità nel real estate e in particolar modo nel campo degli immobili commerciali e della logistica - spiega Basnayake - Anche se è troppo presto per dire se le superfici commerciali vedranno crescere i prezzi, tenuto conto della concorrenza dello shopping online, ad ogni modo quanto succederà in Cina rivelerà molto di cosa potrebbe seguire altrove».

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