Gli strumenti europei contro la crisi / FOCUS

Roma - Meccanismo europeo di stabilità, fondo Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency (Sure) e Banca europea degli investimenti, i nuovi mezzi economici dell'Unione europea su cui è stato già raggiunto l’accordo tra i Paesi membri, mobiliteranno insieme 540 miliardi, con una dote che per l’Italia potrebbe arrivare a circa 100 miliardi

Roma - Meccanismo europeo di stabilità, fondo Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency (Sure) e Banca europea degli investimenti, i nuovi mezzi economici dell'Unione europea su cui è stato già raggiunto l’accordo tra i Paesi membri, mobiliteranno insieme 540 miliardi, con una dote che per l’Italia potrebbe arrivare a circa 100 miliardi: risorse che tuttavia non saranno disponibili immediatamente. Il governo resta inoltre prudente su un eventuale impiego del Mes per l’emergenza coronavirus e a decidere sarà il Parlamento, come ha annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

MES

I ministri Ue hanno dato il via libera alla nuova linea di credito del Pandemic Crisis Support (Pcs), il programma di assistenza da 240 miliardi messo a disposizione dal Mes, il Fondo salva-Stati. L’unica condizione per accedervi è che il Paese richiedente adoperi i fondi per sostenere il finanziamento, diretto o indiretto, dei costi di assistenza medica, cura e prevenzione affrontati per contrastare la pandemia. La Commissione vigilerà ma non ci saranno piani di aggiustamento macro-economico. Si potrà fare richiesta fino alla fine del 2022. Consentirà prestiti per un importo massimo pari al 2% del prodotto interno lordo del Paese richiedente. Nel caso dell’Italia si tratterebbe di 36 miliardi ma la maggioranza è spaccata.

SURE
È il Fondo europeo contro la disoccupazione con una potenza di fuoco di 100 miliardi di euro di crediti, mobilitati grazie a 25 miliardi di garanzie volontarie da parte dei 27 Stati membri. L’Italia potrà ottenere fino a 20 miliardi per finanziare la cassa integrazione delle imprese in difficoltà a seguito delle chiusure forzate imposte per contenere il contagio.

BEI
I fondi di emergenza della Bei (200 miliardi per le piccole e medie imprese) potrebbero garantire all’Italia circa 40 miliardi di finanziamenti e dovrebbero essere operativi da giugno. La capacità di intervento della Bei è stata potenziata ad aprile con la costituzione di un apposito fondo di garanza da 25 miliardi di euro, messo a disposizione degli Stati membri.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: