Importazioni liguri al palo da fine 2019, sempre meno acquisti mentre l’Italia riparte

Genova - Nemmeno la pandemia può giustificare l’andamento delle importazioni in Liguria. I consumi famigliari si riducono, così come gli acquisti da parte delle imprese di semilavorati provenienti dall’estero, e le rilevazioni Istat sono contrassegnate dal segno meno. Un meno costante, da oltre un anno, e in controtendenza con il Paese

di F. Mar.

Genova - Nemmeno la pandemia può giustificare l’andamento delle importazioni in Liguria. I consumi famigliari si riducono, così come gli acquisti da parte delle imprese di semilavorati provenienti dall’estero, e le rilevazioni Istat sono contrassegnate dal segno meno. Un meno costante, da oltre un anno, e in controtendenza con il Paese.

Tutto ha inizio nell’ultimo trimestre del 2019, quando la Liguria interrompe la crescita dei beni e servizi acquistati dall’Europa e dal resto del mondo con una decrescita del -5,4% rispetto all’ultimo trimestre del 2018. Da allora la regione non si è più ripresa e ha toccato il punto più basso con il -39,85% del secondo trimestre 2020. Le ultime rilevazioni statistiche confermano il declino, con un -12,76% nel primo trimestre di quest’anno, quando l’Italia ha invece totalizzato un +6% di importazioni.

E anche il risultato precedente, dell’ultimo trimestre 2020, vede un divario tra la regione e la nazione. La prima ingolfata in un -36,10% di import calcolato sul, già negativo, ultimo trimestre 2019. La seconda in uscita dal tunnel, con un leggero -4%. Nelle importazioni ci sono i beni di consumo delle famiglie, i consumi energetici di case, mezzi di trasporto e industrie, e i beni strumentali che l’industria usa per produrre altri beni: «Non conosciamo la disaggregazione di questi beni a livello regionale. Non sappiamo, in Liguria, quanto incidano gli uni o gli altri sul totale. Possiamo però fare qualche ipotesi». Gabriele Cardullo, professore di economia politica all’Università di Genova, cerca la risposta nelle caratteristiche del sistema imprenditoriale ligure, raffinato, con un buon tasso di imprese tecnologiche, ma anche frammentato.

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