Le 11 irregolarità di "Eolika". Ma per l’Italia la nave è sicura

Dal 19 gennaio la "Eolika", una nave cargo lunga 79 metri e vecchia 39 anni, è ferma al porto di Dakar dove è arrivata dalla Spezia con a bordo tre container di munizioni calibro 9 e 5.56 prodotte dalla Fiocchi

di Francesco Margiocco

Genova - Dal 19 gennaio la "Eolika", una nave cargo lunga 79 metri e vecchia 39 anni, è ferma al porto di Dakar dove è arrivata dalla Spezia con a bordo tre container di munizioni calibro 9 e 5.56 prodotte dalla Fiocchi. Erano diretti in Repubblica Dominicana, Paese con cui Fiocchi ha due licenze di esportazione - come confermano dalla Farnesina - entrambe concesse nel 2021 per vendere proiettili alla polizia e al ministero della Difesa dominicani: "Eolika" aveva lasciato il porto della Spezia a inizio dicembre. «La merce era stata caricata in sicurezza», dice Mario Sommariva, presidente dell’Autorità portuale della Spezia. «La nave era idonea al trasporto di merci pericolose», spiega il capitano di fregata Giulio Colotto, responsabile del servizio di sicurezza della navigazione della Capitaneria di porto spezzina. «Era rappresentata dall’agenzia marittima Dani Shipping, batteva bandiera della Guyana, aveva il certificato per navigare nell’Atlantico e tutta la certificazione in ordine, in conformità alle convenzioni internazionali». Ma a Dakar, dove la nave è stata ispezionata secondo regole internazionali stabilite da un memorandum d’intesa, le autorità hanno rilevato undici irregolarità. Riguardano la sicurezza di nave ed equipaggio e sono elencate, in forma sintetica, sul sito del segretariato del Memorandum d’intesa (abujamou.org): sporcizia e parassiti, prodotti pericolosi, non pagamento dei salari, motore ausiliario, Stato di bandiera.

Ogni voce è seguita dalla stessa dicitura: porre rimedio prima della partenza. Nei suoi 39 anni di vita, "Eolika" è stata più volte fermata per irregolarità e ha cambiato diversi proprietari. Oggi è di proprietà di Imtraco, società libanese, ed è gestita da Theodore Rellos, manager greco. L’amministrazione marittima della Guyana, pochi giorni fa, ha affermato che non è nel registro delle sue navi. Risulta senza bandiera. L’organizzazione non governativa Weapon Watch segue e documenta il caso dai primi giorni e si chiede come abbia potuto un’azienda come Fiocchi scegliere questa nave, quando all’incirca ogni settimana una portacontainer Msc copre la rotta La Spezia-Rio Haina, e cosa l’abbia portata a Dakar: «L’ha scelta il nostro spedizioniere, Unisped», dice il presidente di Fiocchi, Stefano Fiocchi. «L’ha scelta il nostro broker marittimo», dicono dalla Unisped. «La nave è certificata al 100%», assicurano dall’agenzia marittima Dani Shipping: «Era andata a Dakar per rifornirsi di combustibile».

(Credito: VesselFinder. Nella foto la nave con il suo vecchio nome, "Eurika")

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