Scontro tra i soci dell’Acquario: Costa tratta con nuovi partner

Genova - I rapporti erano ormai tesi da tempo. Tra Beppe Costa, timoniere e fondatore del gruppo dell’edutainment, e il fondo Oaktree non poteva più funzionare. L’apice, raccontano i bene informati, è stato raggiunto sulla previsione dei risultati per il 2021

di Simone Gallotti

Genova - I rapporti erano ormai tesi da tempo. Tra Beppe Costa, timoniere e fondatore del gruppo dell’edutainment, e il fondo Oaktree non poteva più funzionare. L’apice, raccontano i bene informati, è stato raggiunto sulla previsione dei risultati per il 2021: il fondo non scommetteva sul rimbalzo, Costa invece ci ha creduto. I conti alla fine di quest’anno riportano circa 46 milioni di fatturato, compresi i sei milioni di aiuti per le perdite subite a causa della pandemia, in netto aumento rispetto al tracollo dei 28 milioni segnati nel pieno della crisi del 2020, ma ancora distanti dai 64 milioni del 2019. Così la strategia di Costa si è fatta più chiara e per liquidare il socio ingombrante ha chiamato due alleati. Dea Capital, è parte del gruppo De Agostini, come ha anticipato il Sole 24 Ore, e con loro ci sono gli americani di Pricoa Capital Group, uno dei veicoli del mega fondo Usa Prudential Financial.

Il closing dell’operazione è previsto per aprile e consentirebbe a Beppe Costa di rafforzare il gruppo, sbarazzarsi di Oaktree e realizzare la strategia che prevede sinergie con Opera Laboratori Fiorentini, la società di cui il manager genovese è presidente. La società si occupa di servizi museali e nella lista ci sono nomi di rilievo mondiale: gli Uffizi, Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli le Cappelle medicee. Nell’area di Siena il tempio del Brunello a Montalcino, a Milano la pinacoteca di Brera, a Roma il museo Etrusco, il complesso del Duomo; a Caserta La Reggia, il museo archeologico di Pompei e il parco archeologico di Ercolano. Opera Laboratori Fiorentini ha cambiato assetto un anno fa e all’intero della compagine azionaria è entrato proprio Pricoa Capital Group.

Non è un caso: questa presenza renderebbe più semplice la realizzazione della holding che Beppe Costa ha in testa e così creare con i nuovi soci un colosso in grado di radunare la parte culturale con i musei di Opera e quella entertainment con la galassia che ruota soprattutto attorno all’Acquario. Sul tavolo c’è anche la fusione tra le due realtà. Nel quartier generale genovese vige la consegna del silenzio proprio perché l’operazione è in atto e la finalizzazione vicina, ma non ancora completata.

NON SOLO GENOVA
Il punto forte della Costa Edutainment è l’Acquario di Genova. L’Aquafan di Riccione è però l’altro pilastro della redditività del gruppo. La struttura genovese ha 70 vasche che riproducono ambienti acquatici di tutto il mondo, ospitando 400 diverse specie nell’acquario più grande in Europa. Prima della pandemia la media era di circa un milione di visitatori all’anno. Il Covid ha però colpito duro: rispetto al periodo pre pandemia, nel 2020 gli ingressi sono crollati, segnando -57%. Un numero che quest’anno è migliorato significativamente come testimoniano i risultati economici e che però deve comunque fare i conti con i costi. Per rendere l’idea: servono sei milioni all’anno per mantenere gli animali della struttura. A soffrire di più nel pieno della pandemia erano stati Oltremare e Italia in miniatura. Lo scatto in avanti del gruppo adesso è così diventato necessario.La crisi innescata dal Covid sembrava aver accelerato la trattativa con i francesi di Looping Group, ma il tavolo non è arrivato a buon fine. Ora con il progetto della holding con Opera, Beppe Costa potrebbe dare il via all’operazione di consolidamento e di rilancio del gruppo.

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