Russia Ucraina, sanzioni arma a doppio taglio / ANALISI

Trieste - Riesce l'Occidente a capire la Russia? Capisce cosa significa per la Russia, l'Ucraina? E' iniziata con due domande la relazione di Stefano Pilotto, docente di Storia delle Relazioni internazionali alla Mib Trieste School of Management

Trieste - Riesce l'Occidente a capire la Russia? Capisce cosa significa per la Russia, l'Ucraina? E' iniziata con due domande la relazione di Stefano Pilotto, docente di Storia delle Relazioni internazionali alla Mib Trieste School of Management, che ieri sera ha ripercorso le ragioni storiche del conflitto che è a rischio di potersi scatenare alle porte dell'Europa. L'occasione è stata fornita dall'incontro organizzato dal Propeller Club Port of Trieste sull'attuale crisi geopolitica e i correlati aumenti dei costi delle materie prime e dell'energia. Pilotto ha spiegato l'importanza di quei territori, per l'Unione sovietica prima e per la Russia adesso, a partire dal tardo medioevo. I cambiamenti di confine durante la prima e la seconda guerra mondiale non hanno sopito, anzi alimentandole, le velleità di riconquista (o ricongiungimento) della Madre Russia nei confronti dell'Ucraina.

Dalla Guerra Fredda ai nostri giorni, Pilotto ha poi concluso con gli accadimenti più recenti e la descrizione della rete di oleodotti e gasdotti che attraversa l'Ucraina per portare in Europa gas e petrolio russi. Una forte dipendenza frutto anche della scarsa visione strategica dell'Unione europea nell'ultimo ventennio. In precedenza era intervenuto Giorgio Cuscito (membro del consiglio redazionale di Limes), per raccontare dei forti impatti sugli interessi di Ue, Stati Uniti e Russia della situazione ucraina, con la Cina che guarda da lontano, ma non troppo. Secondo Cuscito la Russia, che sta proteggendo la sua attuale sfera d’influenza, ha già raggiunto un buon risultato con il riconoscimento delle due repubbliche autoproclamate nel Donbass. Ma il fatto di non avere definito in modo chiaro i confini, potrebbe generare scontri e fare proseguire una situazione di stallo per mesi.

L'obiettivo del presidente russo, Vladimir Putin - sempre secondo l'esperto di geopolitica - non sarebbe necessariamente quello di prendere il controllo dell'Ucraina. Lo scopo potrebbe piuttosto essere quello di non farla entrare nellìAlleanza atlantica, dividere gli Usa dal'Ue e generare divisioni all'interno della stessa Europa. Peraltro, la crisi legata al passaggio di fonti energetiche non sarebbe risolta con l'arma delle sanzioni: l'Europa rischia di danneggiare se stessa con lo stop alle esportazioni di idrocarburi dalla Russia: «Va perseguita la prosecuzione del dialogo. Va evitata la soluzione militare e trovata una politica perchè le gravi difficoltà per le industrie, oltre che quelle dell’aumento dei costi sofferte direttamente dalle popolazioni, potrebbero creare disoccupazione e quindi un forte impatto sul sociale. L'Italia deve diminuire fortemente la propria, attuale, quasi totale dipendenza energetica dall’estero ed andare verso una percentuale rilevante d’autonomia energetica - comment il presidente del Propeller Club Port of Trieste, Fabrizio Zerbini - e va rivalutato anche il nucleare, soprattutto quello di ultima generazione. Del resto abbiamo anche in Slovenia una centrale atomica e la Francia sta per costruirne altre sei in aggiunta alla trentina già in funzione. Così condividiamo il rischio ma non ne abbiamo i benefici».

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