Ebola, è stato di emergenza in Nigeria

Roma - Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha decretato lo stato d’emergenza nel Paese, il più popoloso dell’Africa

Roma - Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha decretato lo stato d’emergenza nel Paese, il più popoloso dell’Africa, per l’epidemia di Ebola. Lo riferiscono i media internazionali.

Dall’invito a dichiarare lo stato d’emergenza ai paesi colpiti alla raccomandazione di informare tutti i viaggiatori per quelli dove Ebola non si è ancora manifestato, lo status di “emergenza di salute pubblica internazionale” dato dall’Oms all’epidemia prevede misure per tutti i paesi. Ecco le principali.

PAESI NON COLPITI - Il primo punto delle raccomandazioni afferma che “non sono necessarie restrizioni ai viaggi, tranne in caso di persone che hanno la malattia”. Inoltre l’Oms raccomanda di “avvertire tutti i viaggiatori diretti nei paesi a rischio dei pericoli e delle misure da prendere”. Il terzo punto afferma che “gli Stati devono essere pronti a identificare e trattare casi di Ebola nei propri paesi”, e questo comprende “l’organizzazione del trattamento di passeggeri provenienti dalle aree a rischio che arrivino in aeroporti o altri punti di accesso con sintomi febbrili sospetti”. Inoltre “la popolazione deve essere avvertita con informazioni accurate e rilevanti sui rischi da Ebola” e infine “gli Stati devono elaborare dei piani di evacuazione e rimpatrio di connazionali, ad esempio operatori sanitari, esposti al rischio”.

PAESI CONFINANTI - I paesi confinanti con quelli dove è in atto l’epidemia devono rafforzare i controlli alle frontiere, e nel caso impedire l’ingresso a chi presenta sintomi sospetti. Gli stati devono anche prepararsi a fronteggiare l’eventualità di contagi interni con dei piani adeguati.

PAESI COLPITI - L’indicazione principale è che venga dichiarato lo stato di emergenza, con l’impiego di esercito e forze dell’ordine in supporto del personale sanitario. Gli stati devono coinvolgere tutta la comunità negli sforzi, a partire dai leader religiosi, cercando di diffondere l’educazione e le avvertenze sul virus. Il personale sanitario deve essere adeguatamente formato, protetto e remunerato per il lavoro svolto, e deve avere a disposizione tutto il materiale necessario. La raccomandazione contiene anche indicazioni tecniche su come trattare i casi sospetti, con la descrizione dei luoghi deputati alla quarantena, ma anche pazienti e i corpi dei deceduti. «Gli Stati dove il virus si sta diffondendo - scrivono gli esperti dell’Oms - dovrebbero considerare anche l’opzione di vietare i raduni di massa, rinviando le manifestazioni a quando l’epidemia sarà conclusa».

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