Più tutele per i marittimi abbandonati / FOCUS

Genova - Entrano in vigore gli emendamenti alla Mlc 2006, in Italia proroga al 2018.

di Alberto Ghiara

Genova - E’ finita l’epoca dei marittimi abbandonati e confinati a bordo delle navi per mesi, se non per anni, in porti lontani da casa, in paesi stranieri, a causa dei problemi finanziari dei loro armatori. Dallo scorso mercoledì 18 gennaio tutte le navi devono essere assicurate contro l’eventualità che i marittimi dell’equipaggio vengano lasciati senza assistenza, cibo e combustibile. Lo prevedono i nuovi obblighi assicurativi per gli armatori, previsti dagli emendamenti alla convenzione Mlc (Maritime labour convention) del 2006, firmata da 81 paesi dell’Ilo (International labour organization). A due di questi paesi, fra cui l’Italia, è stata concessa una proroga di un anno e per loro la convenzione entrerà in vigore soltanto il 18 gennaio 2018. L’assicurazione, oltre a coprire i casi di abbandono di nave e equipaggio, prevede un risarcimento anche per morte o disabilità grave dovute a motivi di lavoro.

Il segretario generale dell’Imo (l’Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite), Kitack Lim, ha commentato positivamente l’entrata in vigore degli emendamenti, che erano stati approvati nel 2014. Gli emendamenti all’Mlc 2006 derivano da linee guida che sono state sviluppate da un gruppo di lavoro comune fra Ilo e Imo. «Questi emendamenti, che garantiranno una protezione migliore per i marittimi e per le loro famiglie, sono - ha detto Lim - il frutto di una proficua collaborazione fra Imo e Ilo per assicurare migliori condizioni di lavoro e una protezione migliore se le cose a bordo dovessero andare male». Il segretario generale ha sottolineato come «i marittimi rendono possibile il commercio globale e è vitale che lavoriamo tutti insieme per assicurare che i loro diritti siano protetti. E’ stato spesso detto che la Mlc 2006 rappresenta il quarto pilastro» accanto agli altri trattati dell’Imo che riguardano rispettivamente la sicurezza sul lavoro (Solas) la prevenzione dell’inquinamento (Marpol) e la formazione dei marittimi (Stcw). Anche per quest’ultimo è entrato recentemente in vigore, lo scorso primo gennaio, un importante emendamento (Manila 2010) che modifica i requisiti richiesti per ottenere il certificato di navigazione.

Per quanto riguarda gli emendamenti del 2014 alla Mlc 2006, con la loro entrata in vigore il proprietario della nave deve conservare a bordo dell’unità un documento che certifichi la presenza di uno strumento finanziario a garanzia dei marittimi.

«Questi emendamenti - afferma Giovanni Olivieri, responsabile marittimi della Fit-Cisl e in passato ispettore dell’Itf sulle carrette del mare abbandonate nei porti italiani - sono un grossissimo successo. Fino a oggi rimpatriare un equipaggio ha comportato sempre molti problemi. Con l’entrata in vigore degli emendamenti la nave dovrà esibire al Port state control o agli ispettori dell’Itf o al sindacato queste assicurazioni». La tutela dei marittimi abbandonati è stata finora affidata all’impegno di organismi privati come i sindacati o l’Apostolato del mare, che si impegnavano a disarmare e rivendere la nave per rimandare i marittimi a casa, e nel frattempo cercavano risorse per rifornirli di cibo e carburante. Con la Mlc a pagare è la Capitaneria, che poi si farà rifondere dal P&I dell’armatore.

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