Nel 2021 è già record di congestione per i porti

Milano - Nel 2020 nell'industria marittima internazionale è continuata la tendenza che vede un calo degli incidenti, ma il settore deve fare i conti col coronavirus, applicare la lezione arrivata dall'incidente nel Canale di Suez e prepararsi a cambiamento climatico e cyberpirateria

Milano - Nel 2020 nell'industria marittima internazionale è continuata la tendenza che vede un calo degli incidenti, ma il settore deve fare i conti con i problemi legati al coronavirus, applicare la lezione arrivata dall'incidente nel canale di Suez e prepararsi ad affrontare le minacce legate al cambiamento climatico e agli attacchi alla cybersicurezza. È lo scenario che emerge dalla Safety & Shipping Review 2021 del gruppo assicurativo Allianz Global Corporate & Specialty Se che ricorda come lo scorso anno sono state perse 49 grandi navi, dato che porta al 50% il calo delle perdite totali negli ultimi 10 anni. Rispetto al 2019, è sceso anche il numero di incidenti di navigazione (2.703) mentre, nonostante il devastante impatto economico della pandemia, l'effetto sul commercio marittimo è stato inferiore a quello temuto inizialmente.

Quest'anno i volumi globali stanno per superare i quelli del 2019 ma la ripresa rimane volatile. I ritardi legati al Covid-19 nei porti e i problemi di gestione della capacità di spedizione - si sottolinea nel rapporto - hanno portato alla congestione nelle ore di punta e alla mancanza di container vuoti. Nel giugno 2021, è stato stimato un record di 300 navi da carico in attesa di entrare in porti sovraffollati.Il tempo che le navi portacontainer passano in attesa degli ormeggi nei porti è più che raddoppiato dal 2019. Ma l'impatto pandemico si registra anche nella situazione dei cambi di equipaggio sulle navi , definita «una crisi umanitaria che continua a colpire la salute e il benessere del personale marittimo»: nel marzo 2021, è stato stimato che circa 200 mila lavoratori marittimi sono rimasti a bordo delle navi senza poter essere rimpatriati a causa delle restrizioni Covid-19.

E le possibili carenze di equipaggio potrebbero avere un impatto negativo sul futuro aumento della domanda di trasporto marittimo con la ripresa del commercio internazionale. Ha lasciato il segno, si diceva, anche il blocco del Canale di Suez da parte della nave container "Ever Given" nel marzo 2021, ultimo di una lista crescente di incidenti che hanno coinvolto grandi o mega-navi. I mezzi sono diventati sempre più grandi poiché le compagnie di navigazione cercano economie di scala e preferiscono ottimizzare le spese di carburante: la capacità delle sole navi portacontentori è aumentata del 1.500% in 50 anni ed è più che raddoppiata negli ultimi 15 anni. Se la "Ever Given" non fosse stata liberata, il salvataggio avrebbe richiesto il lungo processo di scarico di circa 18.000 container, con l'impiego di gru specializzate.

La rimozione del relitto della grande portaerei "Golden Ray", che si è ribaltata nelle acque statunitensi nel 2019 con più di 4.000 veicoli a bordo, ha richiesto più di un anno e mezzo di lavoro ed è costata diverse centinaia di milioni di dollari. Peraltro il numero di incendi a bordo delle grandi navi è aumentato notevolmente negli ultimi anni. C'è stato un primato di 40 incendi relativi al carico solo nel 2019. In tutti i tipi di navi, il numero di incendi o esplosioni - spesso legati a mancata o errata dichiarazione di carichi pericolosi - che hanno portato a perdite totali è salito ancora nel 2020,con un totale di 10 eventi, record degli ultimi quattro anni. Anche le perdite di container in mare hanno avuto un'impennata l'anno scorso (oltre 3.000) e sono continuate a livelli elevati anche nel 2021 con la conseguenza di interrompere le catene logistiche ed esponendo a potenziali rischi di inquinamento e pericoli alla navigazione.

Tutti questi incidenti evidenziano i rischi per la supply chain globale che dipende dal trasporto marittimo. Sullo sfondo poi la minaccia della pirateria mondiale che nel 2020 ha visto nel Golfo di Guinea concentrarsi oltre il 95% degli episodi di rapimento: 130 equipaggi sono stati sequestrati in 22 eventi nella regione - il numero più alto di sempre - e il problema non si è arrestato. Anzi, oggi le navi vengono prese di mira anche più lontano dalla costa, in alcuni casi anche oltre 200 miglia nautiche. Inoltre, il rapporto di Agcs evidenzia come tutte e quattro le più grandi compagnie di navigazione del mondo sono già state colpite da attacchi informatici e, con i conflitti geopolitici che si giocano sempre più nel cyber spazio, crescono le preoccupazioni per un potenziale attacco alle infrastrutture marittime critiche, come un grande porto o un'importante rotta di navigazione.

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