Erg rilancia l’infrastruttura del vento

Genova - Aumentare la produzione di energia dal vento senza consumare un centimetro quadrato di suolo in più: sarà la strategia di sviluppo del gruppo Erg nel settore dell’eolico da qui al 2022, che vedrà l’Italia primo mercato europeo protagonista del ripotenziamento delle proprie infrastrutture

Genova - Aumentare la produzione di energia dal vento senza consumare un centimetro quadrato di suolo in più: sarà la strategia di sviluppo del gruppo Erg nel settore dell’eolico da qui al 2022, che vedrà l’Italia primo mercato europeo protagonista del ripotenziamento delle proprie infrastrutture, molte delle quali non saranno cambiate integralmente, ma solo soggette a interventi sulle pale, che saranno sostituite con un modello più tecnologico. È stata presentata stamattina a Genova dal vicepresidente esecutivo Alessandro Garrone e dall’amministratore delegato Luca Bettonte in una conferenza stampa a margine dell’80esimo compleanno del gruppo: «Siamo i primi a inserire nel piano industriale, al momento solo in Italia, il repowering, ossia la sostituzione dell’intere vecchie torri eoliche con impianti di nuova generazione, e il reblading, ovvero la sostituzione delle vecchie pale con altre di nuova generazione prodotte in Italia», sottolinea Bettonte. Attraverso il repowering Erg prevede di aumentare la potenza installata nell’eolico da 153 a 410 megawatt, con il reblading del 16% da 64 a oltre 74 megawatt.

Il gruppo Erg ha già stimato che 500 dei 1.092 megawatt di energia eolica, che oggi produce in Italia potrebbero essere oggetto di interventi di repowering o reblading aumentando la potenza generata senza consumare suolo. Garrone e Bettonte evidenziando i margini di efficientamento del sistema dopo il 2022, visto che il piano industriale del prossimo quadriennio prevede interventi di repowering di 153 mw e reblading di 64 dei 500 totali: «Aumenteremo la potenza istallata senza chiedere un solo centimetro quadrato in più di territorio - ha sottolineato Bettonte - per primi in Italia, ma stiamo studiando interventi in Germania e Francia». Nei nuovi impianti eolici e in quelli rigenerati Erg attiverà «una manutenzione predittiva made in Italy attraverso sensori per allungarne la vita - spiega Garrone - vogliamo gestire le turbine delle pale eoliche come quelle degli aerei». Le nuove pale oggetto di reblading termineranno proprio come le ali degli aerei per aumentare l’efficienza e la stabilità degli impianti. Per trasformare in realtà il piano di repowering e reblading previsto in Italia nei prossimi giorni sarà inaugurato un nuovo centro di formazione Erg in Calabria.


DONATI QUASI 3.000 EURO AI DIPENDENTI, ANCHE IN AZIONI
In occasione dell’80esimo anniversario del gruppo, la controllante San Quirico, holding delle famiglie Garrone e Mondini, ed Erg hanno sottoscritto un accordo che l’assegnazione gratuita di 80 azioni proprie Erg a favore di ciascun dipendente delle società italiane, i cui oneri saranno integralmente rimborsati dalla stessa San Quirico. L’assegnazione, che sarà finalizzata nel mese di gennaio, riguarderà un numero massimo complessivo di 675 dipendenti e di 54 mila azioni ed avrà un valore complessivo stimato di circa 1,1 milioni.

Ieri il titolo Erg ha chiuso in Borsa a Milano a un prezzo di 17,35 euro, e anche se l’assegnazione avverrà sulla base dell’ultima media mensile, il valore complessivo del pacchetto è stimabile in circa 1.400 euro per dipendente. A questi si aggiunge un riconoscimento straordinario di 1.500 euro, che per i dipendenti delle società estere sarà incrementato di una somma corrispondente al valore delle azioni assegnate a ciascun dipendente delle società italiane.


MOODY’S: BETTONTE FIDUCIOSO NEL RITORNO DEL SERENO ENTRO IL 2020
«Sicuramente non possiamo essere sereni perché la tensione sui mercati sta aumentando. Ma abbiamo un po’ di tempo per osservare: il nostro piano industriale prevede per i primi due anni un grande sforzo per ottenere le autorizzazioni per costruire, ma le nostre capex si svilupperanno principalmente a partire dal 2020. Sono convinto e fiducioso che da qui al 2020 tornerà il sereno non solo in Italia, ma anche in Europa e quindi continueremo ad investire. Il nostro è un business a lungo termine, quello che sta accadendo in Italia è a breve termine - dice Bettonte a proposito del declassamento di Moody’s nei confronti dell’Italia potesse creare difficoltà alle aziende del Paese per rifinanziarsi -. Dico solo che, se guardo Erg, noi non abbiamo un problema di rifinanziamento - precisa Bettonte -. L’azienda produce una liquidità molto importante, ha un debito ben strutturato». Secondo l’amministratore delegato del gruppo Erg, «il tema è molto delicato, vedremo l’impatto sul sistema bancario che potrebbe essere importante, ma come Erg oggi mi sento di dire che non abbiamo particolari rischi di affrontare. Guardando nel medio- lungo termine, finanziare un piano industriale da diverse decine di milioni di euro implica il fatto di dover ricorrere ad un indebitamento. In questo senso - ribadisce Bettonte - abbiamo un po’ di tempo per osservare».


«POSITIVE LE LINEE GUIDA DEL DECRETO RINNOVABILI»
Le linee guida del decreto Fer (il decreto sulle energie rinnovabili, ndr) «sono tutte positivamente orientate per lo sviluppo della nostra industria e questo ci piace. Vediamo come esce, ma siamo orientati positivamente - dice Bettonte -. Aspettiamo di vedere la formulazione finale: è un momento di grande volatilità» dice l’ad riferendosi alle vicissitudini legate alla manovra su cui aleggia ancora molta incertezza: «A livello generale il decreto si innesta nella Sen (Strategia energetica nazionale, ndr) che abbiamo giudicato tutti in modo positivo. Il decreto Fer è, per quanto ci è dato sapere, un decreto che quindi spingerà nella direzione delle semplificazioni autorizzative, un decreto che potrebbe dare una grande spinta al repowering e reblading. Abbiamo visto che in altri decreti si parla della possibilità di avere un trattamento fiscale favorevole per quanto riguarda le imprese che investono in energia rinnovabile», un impianto che Erg condivide. «Ora vediamo come esce» ha ribadito l’ad che sottolinea, «siamo anche curiosi di conoscere quali saranno i parametri per i nuovi investimenti».


«INTERESSATI A BULGARIA E ROMANIA»
Il gruppo Erg è interessato alla Bulgaria e alla Romania, mentre prosegue l’osservazione della Polonia, per ampliare i propri investimenti, dice Garrone: «Siamo fermi a guardare se, come per la Polonia, diventeranno interessanti anche la Romania e la Bulgaria». «Anche se oggi non sono nel piano industriale, perché vogliamo crescere in altri Paesi - aggiunge Bettonte - continuiamo a guardare se c’è la possibilità di fare qualcosa».


«PRIMI IN ITALIA PER L’EOLICO, ORA PUNTIAMO ALL’UNIONE EUROPEA»
Dal 2008, anno in cui Erg ha deciso di dismettere gli idrocarburi per sposare il mercato delle rinnovabili, è diventata la prima azienda in eolico in Italia e una delle prime 10 in Europa. Per Bettonte, «il nostro piano punta a una crescita importante in Europa, in alcuni Paesi come la Germania, la Francia e la Gran Bretagna (Irlanda e Scozia, in primis) e per parchi eolici su cui lavoreremo da soli o in accordi di co-sviluppo». Secondo Bettonte, il settore delle rinnovabili presenta una «redditività estremamente significativa e l’industria (basta parlare di fattorie del vento, parliamo di fabbriche del vento) con il maggior tasso di crescita a livello mondiale. Il cambiamento climatico è molto serio e le energie rinnovabili saranno cruciali. Ci sono degli spazi di crescita enormi».

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