Italia, la fattura energetica cala del 7,4%

Roma - La flessione delle quotazioni delle diverse fonti di energia, nonchè il calo dei consumi, hanno comportato per il 2019 una fattura energetica stimata sui 39,6 miliardi di euro, con un riduzione di circa 3,2 miliardi di euro rispetto al 2018 (-7,4%).

Roma - La flessione delle quotazioni delle diverse fonti di energia, nonchè il calo dei consumi, hanno comportato per il 2019 una fattura energetica stimata sui 39,6 miliardi di euro, con un riduzione di circa 3,2 miliardi di euro rispetto al 2018 (-7,4%). Valore inferiore di oltre 24 miliardi di euro rispetto al piccodel 2012 (-39%). È quanto emerge dai dati del pre consuntivo petrolifero 2019 presentato dall’Unione petrolifera che spiega che alla riduzione del 2019 hanno contribuito principalmente il gas (-1,7 miliardi), l’energia elettrica (-640 milioni), il carbone (-470 milioni), la fonte petrolifera (-260 milioni di euro) e marginalmente le biomasse (-90 milioni).

Poco mossa la fattura petrolifera netta, stata vicina a quella dello scorso anno, sui 22,3 miliardi di euro con un minore esborso di appena 260 milioni (-1,1%), per effetto delle minori esportazioni e della minore produzione nazionale. Si tratta di un valore inferiore del 34% in confronto al picco del 2012 (-11,6 miliardi). Il peso sul prodotto interno lordo è stato pari all’1,3%, analogo a quello del 2018. Per quanto riguarda le attese per il 2020, nell’ipotesi di un prezzo del greggio compreso tra 65/70 dollari/barile e consumi e cambio sui livelli del 2019, la fattura petrolifera potrebbe oscillare da un minimo di 22 miliardi di euro a un massimo di 24 miliardi.

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