Tensioni internazionali, i mercati reggono l'onda d'urto. Giù il petrolio

La migliore Piazza è stata Francoforte (+0,7%) insieme a Milano (+0,6%), dove lo spread che ha sfiorato i 166 punti non ha penalizzato le banche, in maggioranza ottimiste in tutta Europa

Operatori al Kuwait Stock Exchange

Milano - Le principali Borse europee, con l'eurozona che ha visto salire a dicembre il tasso d'inflazione annuo all'1,3%, hanno tenuto testa al rosso di Wall Street. Se le tensioni con la Cina per i dazi si erano allentate in vista della firma di una prima fase di accordi annunciata per il 15 gennaio, quelle Usa-Iran dopo il blitz in cui nella notte tra il 2 e il 3 gennaio è stato ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani hanno mollato la presa sulla corsa al rialzo del greggio, che è sceso (wti - 1,2%), mentre l'oro ha ripreso a crescere tra i beni rifugio (+0,4%), dopo un'apertura in calo seguita al picco del giorno precedente, sui massimi da aprile 2013, col dollaro in crescita e un cambio euro-dollaro intorno a 1,1140. In una giornata in cui la crisi con l'Iran si è consumata con dichiarazioni a distanza, il deficit della bilancia commerciale Usa a novembre segna una diminuzione ai minimi dal 2016 e con la Cina ai minimi dal 2013, l'indice non manifatturiero Ism una crescita a dicembre e sono scesi a novembre gli ordine di beni durevoli. Una seduta che alcuni analisti sottolineano in linea con un'apertura d'anno per i mercati globali all'insegna della preoccupazione, dopo un 2019 record, «in un contesto economico che comunque sembra in miglioramento» secondo Roberto Rossignoli, portfolio manager di Moneyfarm.

La migliore Piazza è stata Francoforte (+0,7%) insieme a Milano (+0,6%), dove lo spread che ha sfiorato i 166 punti non ha penalizzato le banche, in maggioranza ottimiste in tutta Europa: bene Fineco (+3,1%), Banco Bpm e Unicredit (+0,6%), più caute Intesa, Bper e Ubi (+0,2%). Unica Piazza in rosso Madrid (-0,2%), col Parlamento che ha dato il via libera a Pedro Sanchez per tornare primo ministro. Sul filo Parigi e Londra (-0,02%). A Milano i titoli migliori del listino principale sono stati Azimut (+3,9%), Diasorin (+3,1%), Poste (+2,5%), in ripresa dopo i cali dei giorni scorsi. Hanno tenuto persino i petroliferi, con Tenaris (+2%), Saipem (+0,5%) e Eni (+0,03%), mentre nel Vecchio continente il calo è stato generalizzato, a partire da Tullow (-3,5%) e Polski Koncern (-3,9%). A Piazza Affari buona giornata anche per Atlantia (+2%), su un'ipotesi di rinvio per le revisioni delle concessioni di cui ha beneficiato anche Astm (+3,5%).
Bene anche il lusso con Moncler (+0,5%) e Ferragamo (+0,3%), mentre ha brillato Brunello Cucinelli (+7,5%) coi dati delle vendite 2019 e le previsioni 2020. Tra le auto caute Fca e Ferrari (+0,4%), col comparto in crescita in Europa e un picco per Renault (+3,4%), mentre ha fatto storia a parte Aston Martin (-16,4%) con l'allarme per i conti 2020.

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