Tempa Rossa, la capacità sarà di cinquantamila barili al giorno

Il dato è stato confermato a Potenza, dove la Regione Basilicata e le tre compagnie petrolifere che gestiranno l'impianto (Total, Shell e Mitsui) hanno firmato l'intesa per avviare la produzione.

Il sito di Tempa Rossa

Roma - È di 50 mila barili al giorno, quando l'impianto sarà a regime - cioè appena «fra qualche mese» - il quantitativo di petrolio che il centro olio di Tempa Rossa, in Basilicata, assicurerà alla produzione di greggio italiana. Il dato è stato confermato a Potenza, dove la Regione Basilicata e le tre compagnie petrolifere che gestiranno l'impianto (Total, Shell e Mitsui) hanno firmato l'intesa per avviare la produzione. Documenti che segnano la tappa decisiva di un cammino cominciato trent'anni fa, quando il giacimento di Tempa Rossa - situato fra Gorgoglione (Matera) e Corleto Pwrticara (Potenza) - fu scoperto: «Noi - ha spiegato il dirigente di una compagnia petrolifera - abbiamo sempre manifestato grande determinazione ad arrivare fino in fondo». La produzione di Tempa Rossa - dove le prove di esercizio dell'impianto, costato circa un miliardo e mezzo di euro, sono cominciate il 12 dicembre 2019 e «stanno dando i risultati attesi» - si aggiungerà quindi a quella della Val d'Agri: nel centro olio di Viggiano (Potenza) dell'Eni vengono prodotti ogni giorno, secondo gli ultimi dati, circa 65 mila barili al giorno di petrolio.

I benefici sono per la bolletta energetica dell'Italia e anche per la Basilicata che, in base agli accordi firmati oggi, incasserà dalle tre compagnie circa un euro per ognuno dei 50 mila barili che saranno prodotti a Tempa Rossa, compensazioni ambientali pari a 50 milioni di euro ogni cinque anni per 25 anni e somme minori per una rete di monitoraggio ambientale: inoltre, la Basilicata otterrà 40 milioni di metri cubi di gas naturale all'anno per 30 anni, che porteranno, secondo gli amministratori regionali, benefici alle bollette energetiche dei cittadini e delle imprese. Chiusa la partita con Total, Shell e Mitsui, ora la Regione Basilicata si concentrerà sulle trattative con Eni per rinnovare la «concessione Val d'Agri».
Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, commentando la firma dell'intesa, ha parlato del petrolio come di «un'opportunità per i lucani, rispettando in pieno l'ambiente e la salute dei cittadini. Da oggi - ha aggiunto - c'è un'inversione di tendenza: le compagnie petrolifere non sono antagoniste ma collaborano con noi per lo sviluppo della Basilicata». Bardi, infine (alla firma hanno assistito anche gli assessori Franco Cupparo, Rocco Leone e Gianni Rosa), ha respinto nettamente la richiesta dell'opposizione di centrosinistra nel consiglio regionale della Basilicata. Ieri, i suoi rappresentanti hanno incontrato i giornalisti per far giungere a Bardi la richiesta di non firmare ancora l'intesa con Total, Shell e Mitsui. Il governatore ha definito «sterile e poco calzante» la posizione dell'opposizione: «Si commenta da sola», ha concluso, spiegando che la giunta regionale lucana «in pochi mesi ha rimodulato un vecchio accordo ed è giunta alla data importante di oggi».

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