Così il barile costa meno che nel 1870 / FOCUS

Milano - Il prezzo del petrolio è in risalita ma la seduta di lunedì 21 aprile resterà nella storia con il barile di Wti che è arrivato a trattare a -37,63 dollari al barile. Gli analisti di Deutsche Bank (Db) definiscono il crollo un «capitolo straordinario nella storia dei mercati finanziari»

Milano - Il prezzo del petrolio è in risalita ma la seduta di lunedì 21 aprile resterà nella storia con il barile di Wti che è arrivato a trattare a -37,63 dollari al barile. Gli analisti di Deutsche Bank (Db) definiscono il crollo un «capitolo straordinario nella storia dei mercati finanziari» e hanno elaborato un grafico a lungo termine sul costo del greggio, guardandone l'andamento negli ultimo 150 anni. In termini nominali, sottolineano, non è una sorpresa vedere che dal 1870 il prezzo non è mai stato negativo. Colpisce, però, riflettere sul fatto che «il barile di greggio lunedì costava meno che nel 1870, mentre l'inflazione negli Usa è salita del 2.870% e l'S&P500 del 3.1746.505% in termini di ritorno complessivo».

Gli analisti hanno poi considerato anche l'andamento dei prezzi in termini reali nello stesso periodo ed è interessante notare che nell'arco dei 150 anni il prezzo medio reale è di 46 dollari, un livello sotto il quale siamo scesi all'inizio del marzo di quest'anno. Lunedì il contratto sul Wti consegna maggio, scaduto il giorno successivo, è andato in territorio negativo.

Le vendite hanno coinvolto in maniera pesante anche i contratti successivi e quelli sul Brent del Mare del Nord, a causa del crollo della domanda per la chiusura delle attività produttive legate al coronavirus e per i problemi di stoccaggio. A partire dalla seduta di ieri il greggio ha ripreso quota, complici le tensioni tra Stati Uniti e Iran. I contratti sul West Texas Intermediate consegna giugno lunedì hanno toccato un minimo a 6,47 dollari, trattano oggi in area 17 dollari. I contratti in scadenza a fine anno sono scambiati a circa 30 dollari al barile per il Wti.

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