Nuovi lockdown e scorte Usa: cosa sta succedendo al petrolio? / FOCUS

Intanto martedì 17 novembre è previsto il joint ministerial monitoring committee, l’organismo di monitoraggio dell’Opec+, da cui probabilmente usciranno indicazioni sulle mosse di fine mese

Roma - Si chiude una settimana positiva per il petrolio che ha sfruttato l’entusiasmo dell’annuncio del vaccino messo a punto da Pfizer e BioNtech e delle azioni che farà l’Opec+ a fine mese. Le date segnata in rosso sul calendario degli analisti sono quelle del 30 novembre e primo dicembre quando si riunirà Opec+ e dovrà decidere cosa fare a partire dal prossimo anno.

Da una parte i nuovi lockdown e l’aumento dei contagi in Europa e negli Usa spingerebbero per un intervento, dall’altra la ripresa dell’economia in Europa nel terzo trimestre (+12,6%) e in Asia fanno tendere i produttori di greggio a prendere tempo. In ogni caso le opzioni sul tavolo sono tre: lasciare le cose come sono; estendere gli attuali tagli (7,7 milioni di barili al giorno) anche al primo trimestre del 2021; aumentare i tagli alla produzione.

Intanto martedì 17 novembre è previsto il joint ministerial monitoring committee, l’organismo di monitoraggio dell’Opec+, da cui probabilmente usciranno indicazioni sulle mosse di fine mese. I rappresentanti dei vari Paesi dovranno anche valutare il ritorno, vigoroso, sul mercato della Libia la cui produzione ha toccato 1,2 milioni di barili e che secondo il presidente della Noc Mustafa Sanalla potrebbe raggiungere 1,3 milioni entro un mese.- In settimana il ministro dell’Energia russo Alexander Novak ha detto che è prematuro parlare di cambi dell’accordo raggiunto ad aprile mentre il collega algerino, Abdelmadjid Attar, si è detto pronto ad estendere i tagli anche al primo trimestre dell’anno prossimo. Venerdì i prezzi hanno chiuso in ribasso ma si tratta di prese di beneficio dopo una settimana di rialzi (+8%).

Ad aggiungere pressione nei prossimi giorni, oltre all’andamento della pandemia, c’è il campanello d’allarme venuto dal dato delle scorte settimanali Usa aumentate di 4,3 milioni di barili la scorsa settimana, a fronte di un calo previsto di 913.000 barili e il ritorno prepotente della Libia sul mercato (1,2 milioni di barili al giorno). Da registrare anche il taglio delle previsioni sulla domanda di greggio dell’Aie a causa della seconda ondata della pandemia di Covid-19 che ha colpito l’Europa e gli Stati Uniti. Nella sua relazione mensile non prevede alcun effetto immediato del vaccino, i cui effetti positivi sull’attività economica e sulla domanda sono attesi nella seconda metà del prossimo anno. L’Agenzia ha abbassato le previsioni a breve termine per il terzo e quarto trimestre del 2020 e per il primo trimestre del 2021.

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