Idrogeno verde per industria e porto

Genova - La spinta definitiva è arrivata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma interi settori industriali, compreso quello marittimo, sono da tempo in prima linea sullo sfruttamento di idrogeno verde

di Simone Gallotti

Genova - La spinta definitiva è arrivata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma interi settori industriali, compreso quello marittimo, sono da tempo in prima linea sullo sfruttamento di idrogeno verde. E' la nuova frontiera: riuscire a produrre il carburante ad esempio per le navi, dalle fonti verdi, così da combinare un ciclo totalmente sostenibile: «Lo ricaveremo da elettrolisi dell’acqua alimentata esclusivamente da energia rinnovabile - spiega Gian Luca Greco, presidente e amministratore delegato di Greeninvest, la società che ha deciso di investire e aprire a Genova la sede di Hydrogenia -. Crediamo molto in questo progetto: abbiamo intrapreso un percorso di crescita in cui l’idrogeno ricopre un ruolo fondamentale, già a medio termine, per il rilevante contributo che può fornire in una moltitudine di settori» continua Greco. E Genova non è una scelta casuale. Uno degli ambiti di applicazione dell’idrogeno è il trasporto marittimo, il settore alle prese con gli obiettivi di decarbonizzazione: «È evidente che essere presenti nella città che ospita lo scalo principale del Paese rappresenti un’opportunità. Serve però molto spazio per un impianto di produzione di idrogeno verde». 

E' necessario cioè un piano che garantisca la realizzazione di una fabbrica di idrogeno in grado di rifornire le necessità dello scalo. Greeninvest, assicura Greco, può comunque garantire tutta la filiera: Hydrogenia è l’ultimo tassello, prima si potrebbe produrre energia verde con Energeticamente, l’altra società del gruppo che si occupa di impianti per la produzione di energia rinnovabile, fotovoltaici ed eolici: «Siamo in dirittura di arrivo per la finalizzazione di un grosso investimento in Italia, uno dei primi e più importanti impianti off-grid per la produzione di idrogeno verde» dice Greco. Un’altra frontiera su cui stiamo fortemente investendo è la cattura e riutilizzo dell'anidride carbonica prodotta da impianti inquinanti. Trasformando un prodotto impattante come l’anidride carbonica in altri prodotti ad alto valore per la green economy. In un colpo solo si riduce sostanzialmente a zero l’inquinamento e si crea un circolo virtuoso per coprire le necessità energetiche delle imprese: "Abbiamo raggiunto ottimi risultati per quanto riguarda la parte di ricerca a livello teorico, avvieremo a breve la sperimentazione realizzando un prototipo su scala preindustriale".

Gli investitori, conferma Greco, sono interessati e sul territorio potrebbe nascere una nuova - e ricca - filiera: «La nostra sede è in pieno centro a Genova e crediamo nelle potenzialità di questa regione. Vogliamo far diventare Genova il nuovo punto di riferimento delle tecnologie verdi» dice Greco. Per farlo però è necessario iniziare a costruire le infrastrutture per il trasporto e la distribuzione dell’idrogeno. Intanto Greco ha chiamato in azienda per il settore ricerca e sviluppo Angelo Basile «uomo di riferimento scientifico nel campo dell’Idrogeno, allo stesso tempo Ricercatore senior al Consiglio nazionale delle ricerche» spiega l’ad. È lui che guiderà lo sviluppo tecnologico verso la nuova frontiera dell’energia verde.

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