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Saipem, Eni e Cdp verso l'affiancamento di Caio

Un possibile affiancamento all'attuale dirigenza di Saipem per sostenere l'amministratore delegato Francesco Caio e il direttore finanziario Antonio Paccioretti nel percorso per risanare il gruppo dopo l'allarme sui conti lanciato lunedì scorso

Paolo Verdura
1 minuto di lettura
(reuters)

Milano - Un possibile affiancamento all'attuale dirigenza di Saipem per sostenere l'amministratore delegato Francesco Caio e il direttore finanziario Antonio Paccioretti nel percorso per risanare il gruppo dopo l'allarme sui conti lanciato lunedì scorso. È quanto emerge dal confronto serrato tra i soci in corso in queste ore, anche se solo a livello di ipotesi in vista del consiglio di amministrazione del prossimo 23 febbraio sui conti. Una data che hanno segnato sul calendario anche le banche, che vogliono vedere i numeri del disastro annunciato lunedì scorso, con una perdita superiore a 1/3 del capitale, il ritiro delle stime del Piano Strategico al 2025 e la revisione del portafoglio ordini. Prosegue intanto la corsa all'indietro del titolo. Dopo il crollo del 30% di due giorni fa e il -1,26% della vigilia ha ceduto oggi l'1,24% a 1,31 euro, aggiornando il minimo storico.

Il quadro appare comunque ancora incerto. Martedì si è riunito il consiglio di amministrazione dell'Eni, fissato da tempo su altri temi, e quello di Saipem, che si è aggiornato a stamattina, mentre quello di Cdp si tiene in serata per un'informativa. Insieme Eni e Cdp hanno vincolato pariteticamente il 25% circa del capitale e intendono operare in stretto coordinamento per individuare il percorso di salvataggio del gruppo controllato rispettivamente al 30,54% e al 12,55%. Stanno invece alla finestra le banche, preallertate la scorsa settimana da Saipem, in attesa di numeri certi e di conoscere l'orientamento dei soci. Il piano di salvataggio sarà infatti articolato su due fronti, quello del debito e quello del capitale, e non risultano al momento sul tavolo possibili operazioni straordinarie, come quella ipotizzata con la rivale Maire Tecnimont e snobbata in Borsa, dove il titolo ha ceduto lo 0,33% a 4,22 euro.

Appare prematuro anche parlare di interventi sul debito, che dovranno comunque coinvolgere tutti i 17 sottoscrittori della linea revolving da un miliardo in scadenza nel luglio nel 2023. Qui il ragionamento sarà sull'intero portafoglio delle emissioni, ma al momento non sono ancora stati individuati gli strumenti concreti per procedere.

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