Ansaldo Energia torna all’utile con 32 milioni

Dopo due anni in perdita e una complessa rinegoziazione del debito archiviata con successo nel 2020, il 2021 è l’anno del ritorno all’utile per Ansaldo Energia, una delle missioni affidate a Giuseppe Marino, l’amministratore delegato scelto dall’azionista Cassa Depositi e Prestiti

di Gilda Ferrari

Genova - Dopo due anni in perdita e una complessa rinegoziazione del debito archiviata con successo nel 2020, il 2021 è l’anno del ritorno all’utile per Ansaldo Energia, una delle missioni affidate a Giuseppe Marino, l’amministratore delegato scelto dall’azionista di maggioranza Cassa Depositi e Prestiti a ottobre del 2019. Nel 2020 Marino aveva finalizzato la rinegoziazione del debito con le banche per 430 milioni. Ora l’ingegnere arrivato in Ansaldo da Hitachi e il consiglio di amministrazione presieduto da Giuseppe Zampini portano a casa il risultato del ritorno all’utile del produttore di turbine a gas. Il progetto di bilancio 2021 approvato dal board riporta 32 milioni di euro di utile contro le perdite, rispettivamente di 255,7 milioni e 102 milioni del 2019 e 2020. Per l’azienda - 3.500 addetti e due stabilimenti a Genova - il 2021 si è chiuso con ricavi in crescita del 37%, a 1.491 milioni.

L’Ebitda cresce dell’8% a 160 milioni (10,8% dei ricavi) e l’ebit segna un risultato positivo per 49,8 milioni (+48,4 milioni rispetto al 2020) pari al 3,34% dei ricavi. «Nonostante il protrarsi della pandemia e dei suoi effetti sull’economia mondiale, Ansaldo ha ottenuto risultati migliori del previsto, con incrementi di performance per tutte le business unit: New Unit, Service e Nucleare. - dice Marino - Il ritorno all’utile segna un traguardo importante, così come la diminuzione dell’indebitamento netto e il miglioramento della leva finanziaria. Forti di questi risultati - aggiunge riferendosi al conflitto Russia-Ucraina - ci troviamo ad affrontare le nuove sfide a livello mondiale». Il flusso di cassa è positivo per 11 milioni e considera un volume di investimenti di 110 milioni. Si registra inoltre una riduzione dell’indebitamento finanziario rispetto al 2020: nel 2021 è pari a 855 milioni, in discesa del 4,6%. Gli ordini si assestano a 1,3 miliardi, portando il portafoglio ordini complessivo al 31 dicembre 2021 a 4.505 milioni. «La rinnovata capacità di rispettare gli obiettivi è una condizione imprescindibile per poter affrontare il contesto esterno di aumentata incertezza» dice il nuovo direttore finanziario Andrea Banzarini (arrivato da Inwit e succeduto a Daniela Binter). —

©RIPRODUZIONE RISERVATA