Extraprofitti, la scure del governo su Edison

Le misure del governo contro il caro-energia si abbattono sui bilanci degli operatori elettrici, che senza la nuova tassazione degli extra-profitti avrebbero beneficiato della congiuntura che vede le quotazione dell’energia impennarsi a prescindere dai costi di produzione della stessa

di Gil. F.

Genova - Le misure del governo contro il caro-energia si abbattono sui bilanci degli operatori elettrici, che senza la nuova tassazione degli extra-profitti avrebbero beneficiato della congiuntura che vede le quotazione dell’energia impennarsi a prescindere dai costi di produzione della stessa (il prezzo sulla borsa elettrica è determinato dal gas e come tale riconosciuto anche a chi produce, sostenendo costi contenuti, da fonti rinnovabili come sole e vento). I decreti Taglia-prezzi e Sostegni-ter incidono sugli utili delle società, le quali lamentano la situazione. Edison chiude il primo trimestre con i ricavi in crescita, ma l’utile netto ridotto del 72% rispetto all’anno scorso. Secondo l’amministratore delegato Nicola Monti, la portata dei provvedimenti governativi è "sproporzionata rispetto a quello che era l’intento dichiarato, cioè andare a colpire gli extraprofitti generati dagli operatori energetici".

Edison ha visto il risultato netto ridursi a 27 milioni, dai 98 milioni del 2021. L’impatto delle misure è stimato in 100 milioni, al netto dell’ulteriore aumento della tassazione del 25% previsto dal decreto Aiuti di lunedì: "Ritengo doveroso che le imprese energetiche partecipino alla necessità di ridurre i prezzi ai consumatori», dice Monti, ma «i provvedimenti vanno al di là della loro logica che dovrebbe essere l’extra profitto". Il gruppo francese Edf, che controlla Edison, nel primo trimestre del 2022 ha avuto ricavi per 35,6 miliardi, in crescita del 62% rispetto al primo trimestre 2021, un risultato "sostenuto dai prezzi di luce e gas". Ma Edf segnala che "l’evoluzione del fatturato avrà solo un impatto limitato sull’Ebitda", a causa delle misure adottate dal governo per limitare l’aumento dell’energia e del calo della sua produzione nucleare.

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