Il fondo Ifm tratta con Garrone: offerta per entrare nella holding / IL RETROSCENA

Il fondo australiano Ifm Investors sarebbe pronto ad acquisire una quota di minoranza di San Quirico, la holding finanziaria della famiglia Garrone, azionista di maggioranza in Erg. Fonti vicine allo stesso fondo che spiegano come l’operazione serva per poter entrare nel settore dell’energia.

di Simone Gallotti

Genova - Il fondo australiano Ifm Investors sarebbe pronto ad acquisire una quota di minoranza di San Quirico, la holding finanziaria della famiglia Garrone, azionista di maggioranza in Erg. Lo riporta Bloomberg citando fonti vicine allo stesso fondo che spiegano come l’operazione serva agli australiani per poter entrare nel settore dell’energia e ai Garrone per poter dare impulso a nuove iniziative di investimento, oltre alle rinnovabili, alla finanza e all’immobiliare. La San Quirico nel 2020 ha chiuso con un utile di 67,1 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente con una cedola di oltre 28 milioni di euro alla famiglia Garrone. Intanto Erg dopo il rialzo registrato in Borsa, vale circa cinque miliardi di euro. Gli asset gestiti dal Fondo sono pari a 130 miliardi di dollari e in Europa il portafoglio comprende diverse infrastrutture: si va dagli aeroporti (Manchester e Vienna) ai terminal portuali (Mersin e Danzica).

Ma sono tante le acquisizione nel business dei servizi, come quello del trattamento delle acque. E lo schema sembra essere lo stesso per gli investimenti effettuati in patria e nel Nord America. Ifm Investors dice di essere interessato a "impegni e strategie di investimento a lungo termine e sostenibili che mirano a fornire risultati che in definitiva migliorano il rendimento delle pensioni" di coloro che hanno investito nel fondo. Il colosso gestisce i fondi pensionistici di 120 milioni di persone (dato ricavato dal sito internet di Ifm) e gli uffici in Europa sono a Londra, Zurigo, Berlino e Amsterdam. Non è detto che l’operazione vada in porto e la stessa fonte che ha parlato a Bloomberg sottolinea questi aspetto: si tratta ancora di un trattativa che ieri da Genova, la sede del quartier generale della holding dei Garrone, nessuno ha commentato. Se l’operazione dovesse andare in porto, un’altra famiglia genovese stringerebbe alleanza con i fondi internazionali.

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