Porti e terminal avvisano: "Fare il cold ironing dappertutto è inutile"

Gli organismi rappresentativi delle autorità portuali e degli operatori dei terminal nell'Unione europea hanno presentato congiuntamente una loro proposta di modifica al Regolamento Afir

Bruxelles - Gli organismi rappresentativi delle autorità portuali e degli operatori dei terminal nell'Unione europea, cioè l'Organizzazione europea dei Porti marittimi (Espo) e la Federazione delle Compagnie e dei Terminal portuali privati ​​europei (Feport) hanno presentato congiuntamente una loro proposta di modifica al Regolamento Ue sulle Infrastrutture dei Combustibili alternativi (Afir). Porti e terminal sostengono la necessità di elettrificare le banchine, ma contestano l'articolo 9 della proposta Afir  della Commissione europea, in base al quale un intero porto dovrebbe disporre di banchine elettrificate, se riceve più di un certo numero di scali portuali da parte di una nave portacontainer o passeggeri.

Questo approccio, segnalano le organizzazioni, comporterebbe investimenti pubblici aggiuntivi significativi per l'implementazione degli impianti a terra necessari, e forse meglio sarebbe affontare il tema con un approccio più mirato e meno burocratico. La Espo e la Feport proporrebbero invece un approccio incentrato sulla distribuzione di banchine elettrificate per posizione (come ormeggi o terminal) nel porto, piuttosto che per l'intero porto. Questo garantirebbe che l'elettricità da terra possa essere distribuita dove ha il più senso ambientale ed economico, pur mantenendo i ruoli e le responsabilità stabilite dei vari soggetti interessati all'interno del porto.

Per evitare uno spreco di tempo limitato e di risorse pubbliche, il quadro giuridico a livello europeo dovrebbe garantire che l'elettrificazione di banchina sia distribuita in luoghi del porto in cui ogni impianto possa produrre la massima riduzione delle emissioni per euro investito. Secondo le due organizzazioni, questo approccio non assegnerebbe nuove responsabilità alle parti interessate nel porto e rispetterebbe i diversi modelli di governance dei porti europei: “Calcolando il numero di scali portuali in base ai punti rilevanti nel porto, diventa possibile per gli Stati membri e i porti dare la priorità agli investimenti in elettrificazione di banchina dove ha più senso in termini di benefici ambientali. Di conseguenza, le aree nel porto che normalmente non sono troppo frequentate dalle navi, o che non sono destinate a essere visitate dai segmenti di nave tenuti a utilizzare il cold ironing all'ormeggio, come i terminal sottoutilizzati, possono essere escluse dal requisito. Auspichiamo - dicono da Espo e Feport che un tale approccio possa essere preso in considerazione da diversi membri dei gruppi politici, e speriamo che il metodo che abbiamo qui proposto si rifletta bene nella posizione di compromesso che è stata stabilita dal relatore e dai relatori ombra in seno alla commissione per i trasporti. Non vediamo l'ora di supportare i responsabili politici nell'introduzione di un approccio di buon senso all'elettrificazione di banchina".

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