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«Sempre più lavoro interinale nei porti italiani» / INTERVISTA

Genova - De Tommasi: «Fatturato in aumento del 10% nel 2017 e personale sempre più qualificato».

di simone gallotti

Genova - Il dato più significativo è che Intempo cresce più del traffico che arriva sulle banchine dei porti in cui fornisce la manodopera temporanea. L’agenzia, che fa parte del gruppo olandese Randstad, chiude con numeri positivi l’anno appena passato e lancia la Fondazione Scuola Italiana Logistico Portuale: «Un incubatore di idee» lo definisce il direttore generale Roberto De Tommasi.

Com’è andato il 2017?

«Molto bene. Abbiamo fornito 700 lavoratori giornalieri a tutte le compagnie portuali in Italia. È un dato di crescita significativa rispetto ai 550 del 2016».

È Genova ad assorbire la maggior parte di questi numeri?
«Non solo. Genova e la Culmv rappresentano una parte importante, ma anche Ravenna e Venezia hanno un peso notevole. E poi c’è Trieste, dove l’apertura dell’Agenzia Alpt sta dando impulso anche a noi».

In termini di fatturato?
«Abbiamo registrato una crescita del 10%. Stiamo crescendo più del tasso di aumento del traffico dei porti italiani…E poi è cambiata anche in positivo la qualità del lavoro: prima inviavamo molti operai generici per rizzaggio e derizzaggio. Ora proponiamo anche professionalità più qualificate, rallisti e stakeristi ad esempio».

Le previsioni per il 2018 sono positive?
«Sì, le previsioni di crescita sono positive, anche se dipendono dalla ulteriore crescita dei traffici portuali».

A Genova, soprattutto i terminalisti, pensano che la creazione di un’agenzia del lavoro portuale possa risolvere la questione della Culmv…
«Io sono di parte quando si parla dei nostri clienti: con loro lavoriamo tanto e bene. Penso però che il cambio del nome non basti a rappresentare una soluzione. Noi collaboriamo con compagnie che sono molto puntuali».

La trasformazione in agenzia non basta?
«No. Serve invece un enorme piano di riqualificazione professionale per bilanciare i lavori più qualificanti e le attività fisicamente più pesanti in modo da non sovraccaricare la fascia dei lavoratori più maturi».

E in questo quadro la Fondazione come si inserisce?
«Il processo è partito più di due anni fa, durante un Convegno promosso da Intempo che si svolse a Genova. Abbiamo bisogno di un soggetto forte che discuta, elabori e poi proponga soluzioni per i lavoratori del settore. Ovviamente su fronte della formazione. Non solo per i porti, ma anche per la logistica».

Agirete come un centro studi…
«Anche, ma non solo. Le compagnie portuali, giocoforza, hanno una visione parziale. Con la Fondazione vogliamo proporre uno sguardo d’insieme. E per questo con noi ci sono due forti soci fondatori, come Isfort e il Rina. Il battesimo ci sarà giovedì (oggi, ndr) con un convegno dedicato al lavoro portuale che si terrà a Genova a Palazzo San Giorgio. E poi la fondazione è aperta a tutti: auspico che anche le compagnie possano partecipare. Così potremmo proporci con grande forza sui tavoli istituzionali dove si discute del futuro del settore».

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