Ue, la guerra già dichiarata a fertilizzanti e pesticidi

Genova - L’agricoltura chiede a gran voce una svolta hi-tech e “verde”.

di ELISA GOSTI

Genova - Nuovi robot realizzati appositamente per la trasformazione dell’agricoltura. I consumatori europei si aspettano una filiera produttiva “pulita”, nell’ambito della quale sia sempre conservata la biodiversità. Per questo motivo richiedono che venga messa in atto una riduzione dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici, che porti il loro impiego al livello minimo possibile,sostituendoli con prodotti agro-ecologici e soluzioni robotiche. Occorre inoltre tenere presente un altro aspetto importante: l’età media degli agricoltori europei è tra le più alte di tutti i settori, una considerazione che fa comprendere la necessità di fare qualcosa perché il settore agricolo riesca ad attrarre i giovani con opportunità di lavoro interessanti.

In questo contesto lavora il progetto Eu Flourish (Aerial Data Collection and Analysis, and Automated Groung Intervention for Precision Farming). L’utilizzo di robot per la cosiddetta “precision farming”, ovvero la coltivazione di precisione, ha un grande potenziale che consiste non solo nell’aumentare il raccolto ma anche nella riduzione della dipendenza dai fertilizzanti, erbicidi e pesticidi, grazie alla nebulizzazione selettiva delle piantagioni o attraverso la rimozione delle erbe infestanti.

Con la coltivazione di precisione si inserisce l’uso delle tecnologie per la cura delle pianta senza aumentare il lavoro degli agricoltori. Tutto ciò grazie al monitoraggio di indicatori chiave, relativi alla “salute” del raccolto, e alla destinazione dei trattamenti esclusivamente alle piante o alle aree infestate che ne hanno realmente bisogno.

«Confrontando questa pratica innovativa con quelle più tradizionali, possiamo dichiarare che le tecniche della “precision farming” sono molto più rispettose dell’ambiente e portano maggiori benefici economici – spiega il coordinatore del progetto, professor Roland Siegwart – Considerato che la maggior parte dei pesticidi che vengono somministrati sono erbicidi usati per tenere sotto controllo la proliferazione delle erbe infestanti, se riduciamo drasticamente l’impiego di questi prodotti chimici e localizziamo le parti dei campi che ne possono fare a meno poiché libere da infestazioni, contribuiremo alla crescita di raccolti più salutari».

Lo sviluppo di tecniche relative alla coltivazione di precisione è un’area molto attiva della ricerca, dal momento che l’obiettivo del progetto Flourish è proprio quello di colmare il gap tra quella che è l’attuale presenza e quella che consideriamo invece “desiderabile” dei cosiddetti “robot agricoli”.

Il consorzio dedicato al progetto ha infatti sviluppato un sistema automatizzato di coltivazione in cui i droni e i robot lavorano insieme per monitorare i raccolti e per rimuovere, con precisione, le erbe infestanti. Si tratta di macchine “multi-purpose” e completamente autonome, che possono essere veicoli di terra (Ugv, unmanned groung vehicle) ma anche aerei (unmanned aerial vehicle), e lavorano in modo combinato e complementare grazie alla dotazione di telecamere e sensori di vario tipo, Gps e software statistici e possono scansionare le diverse caratteristiche dei raccolti, fornendo molte informazioni su questi ultimi.

Tecnologie all’avanguardia come quelle introdotte dal progetto Flourish, dedicate al settore agricolo, permetteranno agli agricoltori di ridurre al minimo l’utilizzo dei prodotti chimici, producendo raccolti più salutari e, allo stesso tempo, aumentando l’efficienza e la produttività delle proprie coltivazioni. Il sistema, secondo le aspettative, ridurrà anche i costi in capo agli stessi agricoltori e renderà minimo l’impatto ambientale delle attività agricole.

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