Riforma delle pensioni, settimana decisiva in Francia

La giornata dell'apertura del tavolo è fissata per domani, martedì 7 gennaio, con i ministri del Lavoro, della Salute, i responsabili delle pensioni e dei Conti pubblici che riceveranno le parti sociali

Sciopero del trasporto pubblico a Parigi

Parigi - È cominciata oggi la settimana decisiva per il conflitto sociale più lungo che la storia di Francia ricordi, con una paralisi dei trasporti entrata nel secondo mese. Molti osservatori e persone vicine al governo e ai sindacati parlano di un «compromesso» che sarebbe ormai alle porte sulla riforma delle pensioni. Se i treni a lunga percorrenza e quelli ad alta velocità sono tornati a frequenze accettabili - oggi erano 8 su 10 - restano bloccate la metropolitana e i collegamenti con la banlieue.

La giornata dell'apertura del tavolo è fissata per domani, martedì 7 gennaio, con i ministri del Lavoro, della Salute, i responsabili delle pensioni e dei Conti pubblici che riceveranno le parti sociali. Resta forte l'opposizione della componente dura del sindacato, la Cgt, in varie categoria oltre a quella degli «cheminot» (i ferrovieri) ma il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, non ha nascosto il suo ottimismo: «Il compromesso non è mai sembrato così vicino», ha detto. Una fiducia condivisa in seno ai vertici del sindacato riformista Cfdt, ago della bilancia nella trattativa, che sarebbe pronto ad accettare una bozza di intesa passata oggi al vaglio del primo consiglio dei ministri dell'anno. La Cgt, sempre sulle barricate, ha confermato la doppia mobilitazione nelle piazze di giovedì e di sabato mentre l'Unsa, secondo sindacato nelle ferrovie, ha annunciato la fine della tregua a causa della «mancata accettazione di tutte le richieste» da parte del governo, in particolare quelle sul lavoro usurante. Il principale punto di compromesso sarebbe quello dell'età di equilibrio, i 64 anni, per ottenere la pensione piena, secondo la riforma.

La parte più moderata avrebbe proposto al governo «detrazioni temporanee» e non definitive nel caso di scelta da parte del lavoratore di uscire prima dei 64 anni. La proposta è stata definita «ottima» da Le Maire. L'opinione pubblica continua ad essere divisa: secondo un sondaggio Ifop, oltre metà dei francesi, il 55%, auspica che il governo non vada fino in fondo con questo braccio di ferro sulla riforma ma un'altra inchiesta sostiene che il 54% della popolazione è favorevole a un «sistema a punti», che è proprio il criterio fondamentale del disegno governativo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA