Il nuovo fuel pulito a basso tenore di zolfo è più inquinante dell’Hsfo / IL CASO

Uno studio tedesco e finlandese ha dimostrato che il fuel a basso tenore di zolfo (Lsfo) che si sta diffondendo dopo l’entrata in vigore, dallo scorso primo gennaio, dei nuovi limiti Imo dello 0,50 per cento, produce molti più gas serra rispetto al vecchio fuel

Il terminal container di Tokyo

di Alberto Ghiara

Genova - Per le compagnie marittime, il rebus di quale sia l’investimento migliore per avere una flotta green non sembra ancora risolto. Uno studio tedesco e finlandese ha dimostrato che il fuel a basso tenore di zolfo (Lsfo) che si sta diffondendo dopo l’entrata in vigore, dallo scorso primo gennaio, dei nuovi limiti Imo dello 0,50 per cento, produce molti più gas serra rispetto al vecchio fuel a alto tenore di zolfo (Hsfo). Tenuto conto che i prossimi obiettivi dell’Imo sono di ridurre proprio i gas serra, fra cui l’anidride carbonica, del 40 per cento entro il 2030 e del 50 per cento entro il 2050, è chiaro che le soluzioni attuali non sono sufficienti. Non per nulla, il Bimco ha detto che è in corso una transizione verso combustibili a idrogeno che renderanno lo shipping sempre meno dipendente dai prodotti petroliferi (vedi “L’Avvisatore Marittimo” del 15 gennaio scorso). Intanto, una stima della Getting to zero coalition misura in mille miliardi di dollari i costi necessari per completare la transizione verde nel mondo dello shipping, se si vuole raggiungere il dimezzamento dei gas serra nel 2050. A questa cifra occorre aggiungere almeno altri 400 miliardi di dollari, se l’obiettivo dovesse diventare l’azzeramento completo di questo tipo di emissioni.

«Dobbiamo capire - spiega Johannah Christensen, dirigente di Global maritime forum, uno dei partner della Getting to zero coalition - la scala della sfida che abbiamo di fronte. La transizione dello shipping a fonti di energia a zero emissioni di carbonio richiede grandi investimenti in infrastrutture. L’investimento necessario va visto nel quadro degli investimenti globali in energia, che nel solo 2018 sono stati di 1,85 trilioni di dollari. Questo mostra che la transizione verde dello shipping è considerevole, ma certamente a portata di mano, se verranno messe in campo le giuste misure politiche». Insomma, le discussioni che hanno accompagnato l’introduzione dei limiti di zolfo da parte di Imo sembrano destinate a proseguire e a amplificarsi nei prossimi anni e decenni, se il mondo proseguirà la propria marcia verso un’industria meno inquinante, coinvolgendo sempre più anche lo shipping. E le sorprese saranno sempre dietro l’angolo, pronte a scompigliare previsioni e progetti di investimento. Negli anni passati il dibattito sui combustibili navali si è focalizzato soprattutto sulle scelte che riguardano fuel pulito, fuel tradizionale con il montaggio di scrubber a bordo o gas naturale liquefatto. Ma tutti questi sistemi hanno dimostrato di avere controindicazioni, se oltre allo zolfo si tengono in considerzione altri tipi di emissioni. Per questo sono emersi continuamente altri tipi di soluzione, dai filtri a bicarbonato di sodio ai motori a metanolo, fino a quello che oggi appare il sistema più promettente, quello a idrogeno. A questi si accompagnano escamotage per ridurre i consumi e quindi le emissioni anche in altro modo, come ad esempio con lo slow steaming o utilizzando vernici e design navali che riducano l’attrito. Fra le sorprese, arriva adesso lo studio che l’Agenzia tedesca per l’ambiente, che fa capo al ministero federale tedesco per l’Ambiente, ha commissionato alla società di classifica tedesco-danese Dnv-Gl e al produttore finlandese di motori navali Man. Lo studio è stato inviato all’Imo per una valutazione e mostra che le miscele di fuel marino con contenuto dello 0,50 per cento di zolfo possono contenere una larga parte di componenti che hanno impatto diretto sulle emissioni di carbonio. I fuel utilizzati per lo studio hanno una alta percentuale di componenti aromatici, fra il 70 e il 95 per cento, che possono aumentare le emissioni di gas serra fra il 10 e l’85 per cento in più rispetto agli Hsfo.

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