La Brexit sta per diventare realtà. Ma il percorso è ancora pieno di insidie

Fino a che punto i danni potranno essere limitati, dipenderà dall'accordo sulle relazioni future, che i 27 e Regno Unito dovranno raggiungere in dieci mesi. Sarà una maratona piena di insidie, hanno messo in guardia da più parti, a Bruxelles

La soddisfazione di Nigel Farage

Roma - La mezzanotte di venerdì segnerà il punto di non ritorno: il Regno Unito sarà fuori dall'Unione europea, ma per Londra e l'Ue inizierà una nuova strada di trattative tutte in salita, per regolare i rapporti futuri. Nell'immediato della Brexit non si prevedono sconvolgimenti, ma le ripercussioni arriveranno, ed è inutile farsi illusioni: «saranno conseguenze negative per tutti», anche se i più colpiti saranno i britannici, ha evidenziato il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni.

Fino a che punto i danni potranno essere limitati, dipenderà dall'accordo sulle relazioni future, che i 27 e Regno Unito dovranno raggiungere in dieci mesi. Sarà una maratona piena di insidie, hanno messo in guardia da più parti, a Bruxelles. Data la mole di questioni sul tavolo, dopo 47 anni di vita in comune, occorrerà scegliere le priorità e portarle avanti su tavoli paralleli, per non ritrovarsi ad impasse dell'ultima ora. D'altra parte il premier britannico Boris Johnson ha già annunciato di non voler chiedere un'estensione del periodo di transizione, che terminerà il 31 gennaio 2020 (un'eventuale proroga dovrebbe essere attivata entro il primo luglio). Il pericolo di un nuovo mancato accordo resta chiaramente dietro l'angolo, anche se in questo caso a mitigare il suo effetto ci sarebbe l'Intesa di recesso, che tutela cittadini, imprese e le questioni sull'Isola di Irlanda. E a complicare ulteriormente la partita, potrebbe esservi poi, la necessità di un via libera anche da parte dei 27 Parlamenti nazionali (ma è ancora presto per dire se ci sarà questa esigenza). Quello che è certo è che il 3 febbraio la Commissione Ue adotterà il mandato a trattare per il capo negoziatore Michel Barnier, a cui il Consiglio affari generali del 25 febbraio dovrebbe dare l'ok definitivo. Le discussioni con Londra inizieranno subito dopo, il 2 o il 3 marzo. Ambizione di Barnier è condurre round negoziali ogni tre settimane. Le principali linee rosse dell'Ue restano l'integrità del mercato unico, e pari condizioni di gioco (per evitare dumping di qualsiasi genere). L'obiettivo è raggiungere un accordo commerciale di libero scambio, un'intesa sulla sicurezza, e concordare una struttura di governance. Ma in Ue avvertono: non sarà a qualsiasi costo.

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