"Subito una legge per le grandi opere"

Roma - "Il consenso è trasversale: perché non si vara subito un provvedimento che consenta di realizzare le nuove opere in deroga al Codice degli appalti?". Lo chiede Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti

Roma - "Lo aveva ipotizzato l’allora sottosegretario leghista ai Trasporti, Edoardo Rixi; il ministro grillino Toninelli l’aveva sponsorizzata; ci hanno lavorato il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il presidente della Regione Liguria Toti; ora l’imprimatur è arrivato da Italia Viva e direttamente da Matteo Renzi. Con le principali categorie imprenditoriali che si sono unite in coro alla voce del Presidente del porto di Palermo, Pasqualino Monti e quindi a favore del commissariamento di tutte le grandi infrastrutture sulla falsariga del modello del Ponte Morandi, oggi non resta che porsi un interrogativo: perché, di fronte a questo consenso ormai trasversale, non si vara subito un provvedimento di legge che consenta di realizzare in tempi strettissimi le nuove opere, in deroga al Codice degli appalti e al riparo dalla vocazione allo strangolamento evidenziata dall’apparato burocratico italiano?".

A sollevare questo interrogativo imprimendo una nuova accelerazione al dibattito sulle grandi opere è Gian Enzo Duci, il presidente di Federagenti che si è spinto addirittura oltre ipotizzando l'adozione ordinaria delle norme del decreto Genova per sbloccare l’asse portante del sistema economico del Paese.

"Di fronte a una manifestazione cosi palese di adesione e consenso anche da parte di una politica mai cosi contrapposta, è indispensabile che qualcuno in Parlamento o a livello governativo si faccia carico di presentare una proposta di legge che risponda a quella che è ormai una emergenza nazionale. Se ciò non accadrà - conclude Duci - a questo punto, risulterà davvero incomprensibile e forse anche insopportabile. E non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per l’opinione pubblica".

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