Stella Maris Genova, ecco il bilancio dell'attività

Genova - Nel corso dell’anno 2020, la Stella Maris di Genova ha proseguito (compatibilmente con la pandemia) le attività di accoglienza e assistenza ai marittimi. "Nel 2020 - dice il diacono Massimo Franzi - abbiamo visitato 1.292 navi con 27.871 marittimi imbarcati e contattati, tenendo conto che siamo rimasti fermi a causa delle restrizioni per più di due mesi"

Genova - Nel corso dell’anno 2020, la Stella Maris di Genova ha proseguito (compatibilmente con la pandemia) le attività di accoglienza e assistenza ai marittimi. "Nel 2020 - dice il diacono Massimo Franzi - abbiamo visitato 1.292 navi con 27.871 marittimi imbarcati e contattati, tenendo conto che siamo rimasti fermi a causa delle restrizioni per più di due mesi". Delle navi visitate, 846 erano a Genova, 312 a Pra', 134 a Multedo: le navi con equipaggio di unica nazionalità assommano a 390, pari al 30,1% del totale; quelle con due nazionalità sono 264, pari al 20,4%. Le navi con una e due nazionalità rappresentano il 50,62% delle navi visitate e analizzate (49,84% nel 2019) e quelle con tre o più nazionalità ammontano a un sempre significativo 49,3% (50,16% nel 2019) con tutte le problematiche ambientali e sociali di avere equipaggi di differente lingua, cultura e tradizioni alimentari: "Queste diversità - ricorda Franzi - possono accrescere il disagio dei marittimi a bordo e rappresentare un rischio in caso di grave incidente della nave, dove la pronta comprensione della lingua ufficiale di bordo, cioè l'inglese è determinante per impartire o eseguire un ordine, per la propria e altrui incolumità e per la salvezza della stessa nave".

Sempre in riferimento alle 1.292 navi analizzate, la nazionalità più diffusa è quella filippina con 7.239 marittimi, pari al 25,9% del totale (10.296 e 30,6% nel 2019). Al secondo posto segue l’Italia con 5.959 marittimi, 21,3% del totale, (4.648 e 13,8% nel 2019), terza l'India con 2.634 marittimi (4.426 nel 2019), segue l'Ucraina con 2.211, la Turchia con 1.428, la Cina (sia Repubblica popolare che Taiwan) con 1.310, la Russia con 1.107, la Romania con 891 e così via. Esclusi i Paesi indicati sopra, i 681 marittimi di provenienza asiatica (erano 1.030 nel 2019) sono arrivati da Pakistan, Birmania, Sri Lanka, Bangladesh, Thailandia, Malesia, Indonesia. I 2.549 marittimi di provenienza europea (erano 3.966 del 2019) sono arrivati principalmente da Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia, Bulgaria, Belgio, Spagna, Danimarca. Dal Mediterraneo extra europeo, sono arrivati marittimi da Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Libano e Siria. Dall'Africa, marittimi da Togo, Benin, Nigeria, Capo Verde, Tanzania, Etiopia, Eritrea, Sud Africa. E ancora da Perù, Cile, Stati Uniti, Australia e Isole Kiribati.

Nel periodo di Natale sono stati consegnati agli equipaggi 2.500 calendari, 1.000 pacchi natalizi (confezionati tra l’altro con i cappellini e sciarpe di lana fatti a mano arrivati da tutta la diocesi di Genova), 5.000 mascherine monouso, 500 flaconi di detergenti igienizzanti, 100 schede internazionali per il cellulare per telefonare alle famiglie.

LA STELLA MARIS AL TEMPO DEL VIRUS
"Abbiamo dovuto interrompere le nostre attività intorno ai primi di marzo - spiega Franzi - per salvaguardare i nostri volontari e i marittimi, ma il cuore e l'entusiasmo per la nostra missione non si sono mai fermati. Abbiamo dovuto trasformare e ristudiare il nostro servizio muovendoci anche attraverso altri canali per rimanere al fianco dei marittimi". Con l’iniziare del dilagare della pandemia c’è stato un caso di positività al coronavirus a bordo del traghetto "Rhapsody", e la nave venne messa in quarantena nel porto di Genova: "Ci siamo subito mobilitati comunicando ai marittimi, attraverso una lettera, la nostra vicinanza in quel momento difficile - dice Franzi -. La lettera è stata molto gradita dall’equipaggio, al punto che attraverso la compagnia è stata inviata a tutte le navi della flotta. Abbiamo così pensato di scrivere una lettera ai marittimi di tutte le navi ferme nel porto di Genova e a quelle che in quel periodo avevano problemi di attracco nei porti".

La lettera è stata inviata a tutti tramite posta elettronica, e diffusa tra gli equipaggi di varie nazionalità. Durante la Settimana Santa, la Stella Maris si è attivata confezionando 400 piccoli doni pasquali destinati ai marittimi, ovetti di cioccolato e preghiere, recapitati sulle navi in transito e su quelle ferme in porto a causa del Covid-19 attraverso il Corpo Piloti del porto di Genova. Tra le tante, in particolare alla “Splendid”, che nel porto di Genova è stata trasformata in nave ospedale. A Pasqua, grazie alla collaborazione del comandante, l'ammiraglio Nicola Carlone, è stata organizzata in Capitaneria di Porto una benedizione attraverso il loro canale Vhf, un canale di servizio che raggiunge tutte le navi in porto, destinata a tutti i marittimi in ascolto, lontani da casa in questo giorno molto particolare per i cristiani: "Data l’impossibilità di rimanere fisicamente al fianco dei marittimi - aggiunge Franza - abbiamo implementato la nostra presenza sui social media, presenti su molte piattaforme dove abbiamo registrato un aumento notevole dei contatti. Come ad esempio sulla pagina Stella Maris Genoa di Facebook che è attualmente seguita da quasi 3.000 persone. È in fase di creazione inoltre un nuovo sito web, multilingue, contenente informazioni necessarie ai marittimi in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo. Essendo parte integrante e fondamentale del nostro operato di welfare marittimo il supporto spirituale, abbiamo progettato un opuscolo con una preghiera per la fine del Covid-19, distribuita via e-mail alle navi sono state raggiunte più di 80 navi passeggeri con i rispettivi equipaggi e moltissime navi da carico. La Preghiera è stata accompagnata da una lettera dell'ammiraglio Carlone. Per rimanere vicino anche ai marittimi lontani dal porto, in questo particolare momento non potendo scendere a terra ed a volte nemmeno tornare a casa, stiamo creando una mailing list con i contatti delle navi che hanno toccato il porto di Genova nel 2019 - 2020. Si parla solo per il nostro porto di circa 6.000 navi. Questo per poter inviare loro, quotidianamente, una rassegna di notizie in diverse lingue ed un segno di vicinanza". Da metà maggio 2020, la Stella Maris ha ricominciato ("con prudenza e rispettando tutte le norme e disposizioni in termini di coronavirus") a visitare i marittimi in porto.

UNA MASCHERINA PER I MARITTIMI CHE NON POSSONO SBARCARE
La Stella Maris di Genova ha confezionato singolarmente 5.000 mascherine monouso, nel rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie, consegnate ai marittimi a bordo delle navi. Con questo dono i volontari di Stella Maris sono tornati a incontrare i lavoratori del mare, che all’ormeggio in porto, non possono sbarcare. Il lungo periodo di chiusure forzate ha limitato fortemente anche l’attività delle visite dell’associazione che si prende cura del conforto spirituale e materiale dei marittimi lontani da casa. Ma non ha impedito l’incontro con i marittimi, che grazie ai social e alle videochiamate hanno potuto soddisfare il loro bisogno di parlare e soprattutto di sentirsi ascoltati. Con il graduale allentamento delle restrizioni anti-Covid, sono riprese anche le prime visite a bordo, e quindi l’incontro con i marittimi di persona, seppur da dietro la mascherina.

E proprio la mascherina è stato il primo dono offerto da Stella Maris al personale imbarcato: Assagenti, l'associazione degli agenti e mediatori marittimi genovesi, infatti ha donato alla Stella Maris 500 mascherine chirurgiche, che i volontari hanno confezionato, insieme a un biglietto, e iniziato a distribuire a bordo. Le forniture di mascherine stanno continuando (ne sono state acquistate un primo lotto di 4.500), così come il lavoro dei volontari nel confezionarle e distribuirle a bordo. La Pandemia ha evidenziato quanto il mondo marittimo sia ancora dimenticato a livello globale e quanto non esista una normativa condivisa e una rete di sostegno sociale.

Centinaia le navi da crociera in rada, perché i governi non le facevano rimpatriare. Migliaia i marittimi bloccati. "Paradossalmente però - ragiona Franzi - sia a livello di Chiesa che di Stati, la pandemia è stata l’occasione per mettere in luce questo mondo. Molti marittimi hanno sofferto la solitudine con problemi di stress e sicurezza, a causa della lontananza forzata nell’impossibilità del ricambio equipaggi. Il lavoro è tanto e le emergenze anche".

NATALE 2020
Non è mancata la visita dell'arcivescovo di Genova, (padre Marco Tasca, nel corso dell'anno succeduto al cardinale Bagnasco), che il 22 dicembre si è recato in Capitaneria per un augurio e una benedizione natalizia a tutto il mondo marittimo. Erano collegate con un canale radio Vhf della Capitaneria tutti gli equipaggi delle navi in porto e la comunità marittima genovese.

LA COLLABORAZIONE COL NAUTICO
La Stella Maris è stata inserita come materia di studio nell’ambito dell’educazione civica. I volontari hanno tenuto video lezioni alle varie classi. Alcuni studenti stanno facendo servizio in Stella Maris. "Importante - spiega Franzi - è quindi la formazione di questi ragazzi che saranno i marittimi del futuro. Molti infatti anche dopo il diploma rimangono a fare servizio in Stella Maris , formando il gruppo Giovani: alcuni di loro sono già terzo ufficiale su importanti compagnie".

IMPEGNI PROGETTI E SOGNI PER QUEST'ANNO
1) Visite: potenziamento visita alle navi passeggeri e traghetti
2) Yacht: la Stella Maris vorrebbe tentare anche un'assistenza al settore degli yacht, anche di piccolo cabotaggio ormeggiati a Genova: un settore che sembra minore ma è abbastanza dimenticato e in sofferenza
3) Email navi: l'associazione vorrebbe potenziare e strutturare la main list navi per poter far sentire a tutti gli equipaggi, almeno in alcuni momenti dell’anno, la propria vicinanza.
4) Wi-Fi: la Stella Maris sta lavorando con tutto il Comitato di Welfare, il Comune e l’Autorità di Sistema, per studiare la possibilità di una rete di wifi gratuito in porto. Rete di wifi che possa toccare tute le navi in banchina, dando così la possibilità ai marittimi che non possono scendere a terra di poter accedere ai social e mettersi in contatto con le famiglie. Specialmente in questo periodo dove a causa della pandemia, i marittimi non possono neanche scendere in banchina e tantomeno poter uscire dal porto.
5) Cartelli: l'associazione punta a riposizionare nel porto nuovi cartelli con le informazioni del Welfare e della Stella Maris. Questo per dare la possibilità ai marittimi, appena la situazione si normalizzerà, di contattare la Stella Maris, trovare le principali indicazioni utili sulla citta e sui servizi;
6) Locale presso Stazioni Marittime: un sogno coltivato da anni per avere un punto di appoggio al servizio dei marittimi imbarcati sulle navi da crociera. Un locale per la Stella Maris era già presente nel 1932 a piano calata di Ponte dei Mille, e ingrandito nel 1954 a servizio del personale femminile di bordo.
7) Cappella in porto: la speranza è di avere, come in tutti i principali porti italiani, una Cappella Madonna Stella Maris a servizio di passeggeri e marittimi anche a Genova (che dovrebbe essere multi religiosa)
8) Centenario Apostolato del Mare: "Nel 2020 - conclude Franzi - avremmo dovuto celebrare il centenario della Stella Maris nata a Glasgow nel 1920. A Genova la prima sede era nella Canonica della Parrocchia di San Marco al Molo. Abbiamo rimandato tutto nel 2022".

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