I viaggi all'estero e le responsabilità delle aziende

Le aziende hanno il dovere morale e legale di proteggere i propri dipendenti durante i viaggi all'estero; fino ad ora le misure necessarie non sono state regolamentate, ma la pubblicazione di nuove linee guida risolverà presto la situazione

di Mark William Lowe*

Genova - L'attentato che in Congo ha causato la morte dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio, del carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e dell'autista Mustapha Milambo solleva nuovamente per enti pubblici e come privati, il tema della responsabilità dei datori di lavoro che inviano i propri dipendenti in aree problematiche del mondo. Al netto delle imprese che non si sono mari fermate, bisogna infatti considerare che in un futuro si spera il più prossimo possibile, le aziende italiane  ricominceranno a viaggiare, ma dovranno comunque affrontare non solo un accentuarsi delle minacce esistenti, ma una serie di rischi in evoluzione che devono ancora essere pienamente compresi.

Gli effetti della pandemia avranno un'influenza diretta sulla sicurezza del personale che viaggia a livello internazionale. In estrema sintesi dobbiamo riconoscere che una maggiore povertà porterà a una maggiore instabilità sociale e tassi di criminalità più elevati. Sebbene sia difficile stabilire cifre precise, l'Istituto del commercio estero (Ice) calcola che oltre 125 mila aziende italiane sono impegnate in attività internazionali. Questo implica che un numero molto significativo di dipendenti andrà a visitare una vasta gamma di Paesi, ognuno dei quali presenta particolari minacce e richiede un'attenzione particolare per gestire il rischio di viaggio. Benché sia ormai chiaro che le aziende non possono ignorare le proprie responsabilità nei confronti dei dipendenti che viaggiano all'estero, sono meno chiare le procedure per tutelare questi ultimi.

Il problema che deve affrontare la maggior parte delle piccole e medie Imprese è che se da un lato il quadro giuridico italiano è molto chiaro per quanto riguarda le responsabilità e le conseguenze del mancato rispetto delle norme, dall'altro non esistono quadri normativi o standard riconosciuti che le aziende possono utilizzare come punti di riferimento per lo sviluppo di procedure interne finalizzate a mitigare le minacce che i propri dipendenti devono affrontare durante i viaggi.

ISO31030 - GESTIONE DEI RISCHI DI VIAGGIO
Ma la situazione sta per cambiare in meglio. E’ in fase finale di sviluppo uno standard Iso (International Standards Organization) in materia di Travel Risk Management. Questo rappresenta un grosso vantaggio per le aziende italiane con interessi internazionali, perché lo standard presenta una serie di linee guida che, se correttamente implementate, rappresentano la base di una solida Travel Risk Management Policy, in altre parole compliance agli obblighi normativi cui le aziende devono sottostare.  Attraverso il mio ruolo nell'associazione nazionale dei Risk Manager (Anra), nell'ultimo anno ho avuto il piacere di far parte del team italiano attivamente coinvolto nello sviluppo della nuova ISO 31030. Il nostro lavoro ha contribuito alla stesura dello standard, che verrà pubblicato il prossimo autunno, e a renderlo applicabile anche al contesto italiano. In termini molto semplici, le linee guida creeranno le condizioni in cui le aziende possono essere pienamente conformi sia per quanto riguarda gli aspetti morali ed etici relative alla protezione dei membri del personale che viaggiano all'estero, sia per gli importanti aspetti legali.

CONSIDERAZIONI LEGALI
In recenti conversazioni con due procuratori italiani, le imminenti linee guida Iso sono state accolte come uno strumento estremamente utile in termini di protezione degli italiani che viaggiano all'estero. Entrambi hanno inoltre convenuto che le linee guida siano di grande aiuto anche per i magistrati, che finora non hanno avuto strumenti precisi per valutare esattamente cosa dovrebbe e non dovrebbe fare un'organizzazione per proteggere il proprio personale. Attualmente qualsiasi indagine su una possibile lacuna in termini Duty of Care non è regolamentata, ma con la pubblicazione di uno standard riconosciuto a livello internazionale, questa situazione si risolverà. Un’altra situazione che desta preoccupazione è quella dove le aziende si affidano a fornitori di servizi di sicurezza inesperti, considerazione che può fortemente influenzare le conclusioni degli inquirenti nel caso di un'indagine.

PREPARARSI ALLA ISO 31030
Le aziende dovranno prepararsi all'avvento della Iso 31030: ciò implica la comprensione delle linee guida e la loro adozione secondo il contesto specifico di un'azienda e la sua realtà operativa. Associazioni e organizzazioni giocheranno un ruolo importante in questo processo e assicureranno inoltre che l'attuazione delle linee guida Iso segua una strategia coerente a livello nazionale. Se lo sviluppo di una solida Travel Risk Policy, conforme alle leggi, era una sorta di sfida per le Pmi in particolare, la ISO 31030 rappresenta una soluzione a tutti i loro dubbi e difficoltà.

*socio Anra e membro dell’Advisory Board, Pyramid Temi Group

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