Lavoro smart, al Rina la scrivania si prenota con l’app

Genova - Accordo (primo nel contratto Trasporti) tra il gruppo Rina e i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per lo smart working, che entrerà in vigore dal 1 aprile - subordinato quindi allo stato di emergenza nazionale, che al Rina in pratica tiene la maggior parte dei dipendenti operativi da remoto. Chiuso dopo un confronto iniziato nel 2019, l’accordo renderà permanente l’uso delo smart working

di Alberto Quarati

Genova - Accordo (primo nel contratto Trasporti) tra il gruppo Rina e i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per lo smart working, che entrerà in vigore dal 1 aprile - subordinato quindi allo stato di emergenza nazionale, che al Rina in pratica tiene la maggior parte dei dipendenti operativi da remoto. Chiuso dopo un confronto iniziato nel 2019, l’accordo renderà permanente l’uso delo smart working.

I 1600 dipendenti Rina potranno quindi scegliere tra 6, 8 o 12 giornate mensili in lavoro da remoto, con flessibilità di orario d’entrata, autonomia e responsabilità nell’organizzazione del tempo nella fascia oraria 7-20, e diritto alla disconnessione. Le scrivanie non saranno più nominali, ci sarà una app per prenotarle: «L’accordo nasce sentite le richieste dei dipendenti - precisa Claudia Filippone, Hr & Communication Chief Officer del Rina -. Non è un modello calato sul Rina, o un adattamento da altre aziende, ma è tagliato sulle nostre necessità. L’applicazione per la prenotazione delle scrivanie nasce perché gli spazi al lavoro devono essere sì disponibili a tutti, ma organizzati, perché chiaramente il lavoro è svolto da squadre di persone, che hanno bisogno di relazionarsi. Stiamo adattando anche gli uffici della sede centrale: ricaveremo spazi invece per la caffetteria, aree relax, l’idea è creare un ambiente gradevole nel quale lavorare. La grande sfida, in questo contesto, sarà soprattutto per i manager - precisa Filippone -. È noto che il lavoro da remoto presenta criticità, come mantenere motivate le persone: ecco perché loro dovranno organizzare costantemente il lavoro per obiettivi, che siano raggiungibili. Più che giudicare, dovranno indirizzare, tenendo unite le persone a casa come quelle fisicamente presenti in ufficio. Il periodo che stiamo vivendo ci ha aiutati: il collegamento, sempre attivo tra casa e lavoro, viene attuato tramite Teams, che rimane sempre acceso. L’obiettivo sarà abbattere l’equazione “presenza uguale lavoro”». «Abbiamo portato a casa un buon risultato - commentano i segretari di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti Enrico Poggi, Mauro Scognamillo e Giuseppe Nocerino - è stato un anno difficilissimo per tutti e mai come in questo periodo ci si è resi conto della necessità di definire regole efficaci ed esigibili, rispetto all’organizzazione del lavoro. Con lo smart working è cambiato tutto, e c’era la necessità di ricontrattare regole e ridefinire perimetri completamente stravolti dalla pandemia». La bozza dell’accordo è stata prima sottoposta a referendum dei lavoratori, poi approvata in due assemblee, con gradimento al 97%. —

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