Siremar, l’Ue: “Incompatibili alcuni aiuti pubblici, l’Italia recuperi 1,9 milioni”

L’indagine era partita nell’ottobre del 2011

La commissaria Vestager

Lussemburgo - La Commissione europea ha concluso che la compensazione degli obblighi di servizio pubblico concessa a partire dal 2009 a Sicilia Regionale Marittima ("Siremar", ex gruppo Tirrenia) e a Toscana Regionale Marittima ("Toremar") per la gestione di servizi di traghetto in Italia è conforme alle norme della Ue in materia di aiuti di Stato.

Lo stesso vale per la compensazione concessa alle loro acquirenti, rispettivamente Società Navigazione Siciliana (Sns) dal 2016 e Moby dal 2012.

La Commissione ha invece giudicato incompatibili con le norme Ue in materia di aiuti di Stato alcune altre misure a favore di Siremar, attualmente in liquidazione, e Sns. L'Italia deve ora recuperare circa 1,9 milioni di euro di aiuti illegali, comprensivi degli interessi. 

La vicenda

A seguito di una serie di denunce, nell'ottobre 2011 la Commissione ha avviato un'indagine approfondita su diverse misure di sostegno pubblico a favore di società dell'ex Gruppo Tirrenia e delle rispettive acquirenti. La Commissione temeva che tali misure potessero aver conferito alle società un vantaggio concorrenziale sleale rispetto alle loro concorrenti, in violazione delle norme in materia di aiuti di Stato. Sulla base della valutazione approfondita che ha effettuato, per le misure riguardanti Siremar e la sua acquirente Sns la Commissione ha concluso che la compensazione degli obblighi di servizio pubblico (circa 199 milioni) concessa a Siremar per la gestione di venti rotte marittime, raggruppate in cinque aree geografiche, dal gennaio 2009 all’agosto 2012, è compatibile con la disciplina Sieg (servizi di interesse economico generale) del 2011 per sedici rotte e con la decisione Sieg del 2005 per le rimanenti quattro.

Tale compensazione rispondeva a un'effettiva esigenza di servizio pubblico garantendo collegamenti regolari durante tutto l'anno. Inoltre l'aiuto concesso non ha comportato una sovracompensazione a favore di Siremar. Inoltre Bruxelles ritiene, indica una nota comunitaria, che la compensazione degli obblighi di servizio pubblico (circa 668 milioni) concessa a Sns per la gestione delle stesse rotte nel periodo compreso tra l'11 aprile 2016 e l'11 aprile 2028 nonché la procedura di gara per la vendita del ramo d'azienda di Siremar a Sns non si configurano come aiuti di Stato poiché sono soddisfatti i criteri stabiliti in una causa europa (C-280/00, Altmark Trans).

Inoltre conclude:

-che la possibilità di utilizzare risorse provenienti da un fondo nazionale per soddisfare il fabbisogno di liquidità di Siremar non si configura come un aiuto di Stato poiché non si tratta di una misura di aiuto supplementare, bensì equivale semplicemente a un trasferimento all'interno dello Stato per finanziare la compensazione degli obblighi di servizio pubblico. 

-che la possibilità di utilizzare per fini di liquidità determinati fondi destinati all'ammodernamento delle navi per soddisfare requisiti di sicurezza non va considerata un aiuto di Stato in quanto Siremar, in ultima analisi, non si è avvalsa di tale possibilità;

-che la proroga illegale di un anno, oltre i sei mesi previsti, dell'aiuto per il salvataggio a favore di Siremar è incompatibile con gli orientamenti del 2004 sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficolta' e deve essere recuperata;

-che le esenzioni da determinate imposte concesse a Siremar e Sns nel contesto del processo di privatizzazione, con conseguente riduzione dei costi che entrambe le imprese avrebbero altrimenti dovuto sostenere, costituiscono aiuti incompatibili con il trattato sul funzionamento dell'Unione europea e devono essere recuperati dall'Italia.

L'importo da recuperare è di circa 1,7 milioni di euro, ha indicato la Commissione, da Sns e di 0,2 milioni da Siremar (in entrambi i casi la stima comprende gli interessi applicabili al recupero). La Commissione ha inoltre constatato che non vi e' alcuna continuità economica tra Siremar e Sns, il che significa che l'obbligo di rimborsare l'importo di 0,2 milioni di euro non sarà trasferito a Sns.

©RIPRODUZIONE RISERVATA