“Le navi noleggiate dai caricatori? Il fenomeno è destinato a durare”

Gli analisti concordi: “Partita la corsa al Natale. Per la grande distribuzione è la via migliore per non perdere soldi”

La nave Anna Maersk

di ELISA GOSTI

Nonostante le tariffe del noleggio container restino alte, le aziende, per assicurare l’efficienza dei propri servizi di consegna, continuano comunque a optare per i charter in considerazione del fatto che l’alternativa risulta ancora peggiore: «A mali estremi, estremi rimedi»: ad affermarlo con fermezza è Edward Ryan, amministratore delegato del gruppo canadese Descartes Systems, specializzato nella realizzazione di programmi informatici per la logistica, illustrando e commentando lo stato e le prospettive della filiera distributiva globale.

 

In considerazione di una capacità limitata dell’industria dei trasporti marittimi e di una domanda costantemente alta, i caricatori si stanno assicurando tutto lo spazio che riescono a trovare e cercano di tenerselo stretto il più a lungo possibile.

In alcuni casi questo può voler dire dover noleggiare un’intera nave: «Abbiamo visto grandi gruppi nella distribuzione organizzata, come la statunitense Home Depot, acquistare una nave di proprietà solo per poter disporre della capacità necessaria. Parallelamente, altre aziende hanno fatto la stessa cosa per quanto riguarda il traffico aereo - spiega Ryan -. Il gruppo svedese Ikea, per citare un esempio, sta acquistando propri contenitori e noleggiando navi per sostenere l’efficienza delle proprie spedizioni».

Home Depot e Ikea sono solo alcuni dei retailer che cercano di esercitare un maggiore controllo sulla filiera distributiva - per riuscire, ad esempio, a consegnare i prodotti negli Stati Uniti in tempo per le vacanze - noleggiando una nave dedicata.

Non si tratta certo di una mossa classica nello scacchiere del mondo della grande distribuzione, tuttavia il livello altissimo delle tariffe di nolo, la capacità limitata e i sempre più frequenti ritardi che si registrano nelle consegne stanno creando quella che può essere definita la tempesta perfetta per queste aziende.

A spiegarlo è Ricardo Ungo, direttore del Old Dominion University’s Maritime, Ports and Logistic Institute di Norfolk: «Anche se questi operatori del mercato si trovano nella condizione di dover pagare di più, continuano a non riuscire a consegnare le merci in tempo - spiega Ungo -. In questa situazione ha un senso provare a prendere il controllo della consegna: ecco il motivo per cui le grandi aziende stanno intraprendendo il proprio cammino verso il noleggio delle navi».

Non è facile tuttavia trovare unità disponibili. George Youroukos, presidente della Global Ship Lease Executive di New York, afferma che il mercato del noleggio ha raggiunto gli attuali livelli a causa della limitata offerta di unità: «Guardiamo in avanti auspicando una rinnovata disponibilità di navi container per le annualità 2023 e 2024 - afferma Youroukos -. La capacità disponibile tra l’altro è già stata completamente prenotata per un lungo periodo di tempo».

Secondo quanto sostengono dalla compagnia di navigazione greca Navios Maritime Partners, il tempo medio di noleggio da parte delle compagnie è passato da 4,3 mesi nel luglio 2020 a 30,7 mesi nel giugno 2021. In seguito alla riduzione dell’offerta si è verificata un’impennata delle tariffe di noleggio nel corso dell’ultimo anno: l’indice dei noli della società di brokeraggio amburghese Harper Petersen è più che quadruplicato su base annua.

Tuttavia si continuano a effettuare i noleggi perché l’alternativa risulta peggiore, come dichiara Alan Murphy, ceo e fondatore della società di analisi del settore Sea-Intelligence di Copenaghen: «Se un importante marchio della grande distribuzione ha 2.500 container fermi a Shanghai che valgono un milione di dollari a pezzo e tutto resta fermo fino a Natale, il valore complessivo si azzera - spiega Murphy -. Questo è il problema e il motivo per cui i player sono disposti a spendere anche molto denaro per sbloccare la situazione».

La catena di distribuzione Usa Walmart si è assicurata una maggiore capacità di movimentazione per il terzo e il quarto trimestre grazie alla sua scelta di noleggiare navi. Allo stesso modo Home Depot sta acquisendo una nave container, per la prima volta nella sua storia, per mantenere il flusso delle importazioni negli Stati Uniti.

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