I doganalisti di Savona-Imperia compiono 65 anni

Riportiamo l'intervento di Vincenzo Rovigi, presidente dell'Aspedori (l'associazione Spedizionieri doganali-doganalisti della Riviera di Ponente), che ieri ha organizzato un incontro in occasione del 65esimo anniversario della costituzione associativa e nel 60esimo anniversario della legge 1612

Riportiamo l'intervento di Vincenzo Rovigi, presidente dell'Aspedori (l'associazione Spedizionieri doganali-doganalisti della Riviera di Ponente), che ieri ha organizzato un incontro in occasione del 65esimo anniversario della costituzione associativa e nel 60esimo anniversario della legge 1612 istitutiva della professione di spedizioniere doganale. La giornata di studi è stata organizzata dalla figura professionale dello spedizioniere doganale (oggi doganalista) che vuole fare il punto di quanto è stato fatto e di quanto si dovrà fare per migliorare la professione e traghettarla verso nuovi traguardi considerate le nuove esigenze del commercio e dei traffici, in un mercato globale, che con l’evoluzione della normativa del nuovo Codice Doganale dell’Unione esige conoscenze professionali approfondite preparate a dare risposte immediate ai committenti del comparto del Commercio internazionale. Il cambiamento è epocale, e il nuovo modo di operare e fornire servizi ai  mandanti, quali consulenti nei settori dell’interscambio, richiama a un approfondimento di studi nei campi delle conoscenze delle varie normative, nonché del sistema informatico, al fine di essere fattori di sviluppo economico per il nostro Paese. Di seguito l'intervento:

"L’8 dicembre 1955 si costituiva a Genova l’associazione fra gli Spedizionieri doganali patentati del compartimento di Genova che prevedeva le sezioni ubicate presso le città sedi delle direzioni delle circoscrizioni doganali di Genova, La Spezia, Savona, Imperia, Ventimiglia, Livorno. Il 5 aprile 1956 veniva costituita la nostra associazione come “associazione Spedizionieri doganali del compartimento di Genova - sezione di Savona” e la prima assemblea si è tenuta presso i locali dell’Ente portuale Savona-Piemonte, divenuto in seguito Ente autonomo del orto di Savona poi Autorità portuale di Savona e ora Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. A seguito di trasformazioni a livello associativo, sia nazionale che regionale, abbiamo valutato l’opportunità di un’associazione tra gli spedizionieri doganali operanti a Savona e a Imperia, come di fatto già esiste fra gli agenti marittimi e gli spedizionieri (Isomar), e d’iniziativa di alcuni colleghi di Savona, in data 9 gennaio 2005 si è provveduto alla costituzione di una nuova associazione denominata “associazione Spedizionieri doganali-doganalisti della Riviera di Ponente (Savona-Imperia)” anche indicata con l’acronimo Aspedori.

Per meglio comprendere chi sono gli spedizionieri goganali è bene tracciare una breve cronistoria della nostra categoria e della relativa legge professionale, prendendo degli spunti dai libri scritti dal collega Walter Orlando, qui nostro gradito ospite. Grazie al suo lavoro abbiamo appreso alcune notizie molto importanti sugli assetti associativi nazionali: lo spedizioniere doganale, fin dall’inizio della tassazione indiretta sulle merci in entrata e in uscita dallo stato, è sempre stato una figura indispensabile, data l’esigenza che i rapporti con l’erario fossero tenuti da persone pratiche ed esperte delle disposizioni che regolano tali rapporti. Per la prima volta, nelle legislazioni doganali che conosciamo, il regio decreto 14 gennaio 1864 indicava in “spedizionieri” coloro che potevano esercitare liberamente, sotto la responsabilità propria e del proprio mandante, la rappresentanza in dogana. Lo stesso decreto dava facoltà ai direttori delle Gabelle di non ammettere all’esercizio di tale professione coloro che non meritavano la loro fiducia.

Già dall’inizio quindi, la fiducia fu il requisito principale richiesto dall’amministrazione per poter esercitare la professione di spedizioniere doganale. Gli attuali traguardi iniziano con due eventi molto importanti: il primo congresso nazionale di Trieste del 30 settembre 1955, al termine del quale viene deliberata la costituzione dell’associazione nazionale e del comitato promotore al quale era stato demandato il compito di redigere la bozza di statuto sociale. Relatore principale al convegno era Giovanni Masucci di Napoli, e qui con noi abbiamo Umberto Masucci, presidente dei Propellers Club. In secondo luigo, la costituzione dell'associazione nazionale avvenuta a Roma il 18 marzo 1956. Fra i sottoscrittori dello statuto dell'associazione nazionale, avvenuto a Roma il 18 marzo 1956, c'era oltre ad Alessandro Parenti e Luigi Campostano, anche l Margherita Rampazzo di Savona.

L’associazione nazionale è stata sostituita, in data 28 giugno 1959, dall’Anasped - federazione nazionale spedizionieri doganali, ottenendo il 29 aprile 1963, con decreto del Presidente della Repubblica, numero 904, il riconoscimento come personalità giuridica. I primi passi per arrivare al riconoscimento professionale hanno inizio alla fine degli anni Quarati da parte del collega Italo Bernabei di Milano. Furono 10 anni d’incessante impegno, che fra crisi di governo e scioglimento delle Camere, sembravano vanificare le nostre attese. Ma finalmente, con l’unanimità dei gruppi politici, il Parlamento ha approvato la tanta attesa legge professionale, datata 22 dicembre 1960, n° 1612, che veniva pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n° 4 del 5 gennaio 1961, con la quale avviene il riconoscimento giuridico della professione e l’istituzione dell’albo professionale, e l’art. 1 della legge recita: 'L’attività degli spedizionieri doganali accreditati presso le dogane della Repubblica a norma della legislazione vigente viene, a tutti gli effetti giuridici, riconosciuta quale professione qualificata avente per oggetto le materie: fiscali, merceologica, valutaria, e quant’altro si riferisce al campo doganale'.

Nel tempo diverse leggi hanno per oggetto la nostra attività e precisamente l’emanazione della legge del 6 giugno 1992, n. 66 con la quale, all’articolo 7 comma 1-sexies, 1-septies e 1-octies abilita gli spedizionieri doganali a svolgere ulteriori nuovi compiti e costituire i Cad (centri di assistenza doganale); l’emanazione della legge 25 luglio 2000, n. 213, con la quale vengono ampliati i compiti degli spedizionieri doganali e precisamente: con l’articolo 1 abilita - alla rappresentanza dinanzi agli uffici dell’amministrazione finanziaria - a svolgere altresì i compiti che lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli enti locali, per effetto di norme nazionali o comunitarie, possono affidare a privati; con l’articolo 2 abilita ad asseverare i dati contenuti nelle dichiarazioni da presentare agli uffici finanziari; con l’articolo 9 stabilisce che gli spedizionieri doganali iscritti all’albo, quali esperti delle materie e negli adempimenti connessi con gli scambi internazionali, sono anche definiti doganalisti. Purtroppo, parte di quanto previsto dagli articoli 1 e 2 non hanno mai avuto pratica attuazione, nonostante che in tutte le leggi viene riportata la frase “è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”. Una delle tante conquiste della nostra categoria è partita proprio da un’iniziativa avviata da Savona: con l’inserimento di un emendamento presentato dal senatore Urbani e recepito nella legge 13 febbraio 1987, n. 26, che all’articolo 20 ha previsto la rappresentanza degli spedizionieri doganali - non dipendenti dalle imprese di spedizione - nei consigli di amministrazione degli enti portuali.

Questa nostra rappresentanza purtroppo è stata cancellata nella riforma portuale disposta con la legge 28 gennaio 1994, n. 84, che ha istituito le attuali Autorità portuali. Vi ringrazio per l’attenzione e passo la parola agli altri oratori che illustreranno le ulteriori modifiche intervenute dopo l’abbattimento delle frontiere interne della Comunità e sul futuro del doganalista".

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