Sicurezza, doppio sequestro nel porto di Genova

Genova - Ancora due navi fermate dalla Guardia costiera di Genova nel corso dell’attività di verifica sulle unità straniere che scalano i porti italiani, tecnicamente nota come Port State Control. Nei giorni sotto Natale è toccato alla navi “Miriam M” e “Glory”, 70 anni di servizio in due

Genova - Ancora due navi fermate dalla Guardia costiera di Genova nel corso dell’attività di verifica sulle unità straniere che scalano i porti italiani, tecnicamente nota come Port State Control. Nei giorni sotto Natale è toccato alla navi “Miriam M” e “Glory”, 70 anni di servizio in due, a essere detenute per gravi violazioni alle norme internazionali sulla salvaguardia della vita umana in mare, la sicurezza della navigazione e la protezione dell’ambiente. La “Miriam M” è un un’unità da carico battente bandiera togolese, la seconda fermata quest’anno, di circa 5.000 tonnellate di stazza costruita nel 1981, naviga da 40 anni, e la “Glory”, di Vanuatu, 2.800 tonnellate, costruita nel 1989 e quindi in servizio da oltre 30 anni: «Abbiamo iniziato l’ispezione il 22 dicembre nella prima mattinata - racconta uno dei quattro ufficiali della squadra ispettiva che ha operato in questi due giorni - e ci siamo accorti immediatamente che la “Miriam M” era quella che viene definita, in gergo, una nave sub-standard, ossia non rispondente alle norme internazionali e caratterizzata da gravi deficienze che la rendono un pericolo per la sicurezza degli equipaggi stessi e dell’ambiente».

La verifica è proseguita sino alle 21 circa, al termine della quale sono state identificate 25 deficienze tra cui alcune molto serie come il malfunzionamento dei dispositivi antincendio, l’inidoneità dei mezzi di salvataggio per l’abbandono della nave, alcune problematiche agli impianti nonché criticità relative alla tenuta stagna dei boccaporti. Da ultimo, anche la preparazione dell’equipaggio per la gestione delle emergenze è risultata insufficiente: «Il profilo di rischio alto della nave», continua uno degli ufficiali, «caratterizzato anche dalla bandiera (Togo è nella lista nera europea), dal Registro di classifica, dalla performance della compagnia di gestione e della nave stessa, era già un forte indicatore delle potenziali problematiche che avremmo potuto incontrare».

La nave dovrà ora rettificare tutte le deficienze, nonché essere sottoposta a ispezioni e controlli addizionali da parte della società di classificazione e delle autorità di bandiera, prima di poter essere re-ispezionata dagli uomini della Guardia costiera, e solo in caso di esito positivo essere giudicata idonea a riprendere il mare. A neanche 24 ore dal fermo della “Miriam M”, stessa sorte è toccata alla “Glory” sulla quale gli ispettori hanno riscontrato altrettanto gravi deficienze concernenti il funzionamento degli equipaggiamenti antincendio e delle lance di salvataggio, che - anche in questo caso - hanno portato all’emissione di un nuovo provvedimento di fermo: «Non capitava da tempo di fermare due navi in neanche 24 ore - rivelano gli ufficiali -. Grazie proprio all’attività di Port State Control la qualità del naviglio che scala i porti europei è notevolmente nel corso degli anni».

L’ammiraglio Sergio Liardo, comandante del porto di Genova e direttore marittimo della Liguria, evidenzia come «l’attività ispettiva a bordo di navi straniere e italiane sia uno dei compiti prioritari della Guardia costiera per garantire la sicurezza della navigazione, la protezione dell’ambiente marino e la tutela delle condizioni di vita e di lavoro degli equipaggi. Mi piace sottolineare che nonostante l’emergenza pandemica ancora in corso e il periodo di comune festività, il livello di attenzione dei miei uomini è sempre alto come testimoniato le ultime due unità sottoposte a fermo proprio alla vigilia di Natale. Il Port State Control” ribadisce “è fondamentale per assicurare che i traffici marittimi siano effettuati nel pieno rispetto dei parametri previsti anche a garanzia degli armatori che operano navi sicure». I compiti di Port State Control sono svolti da personale della Guardia costiera, debitamente formato e autorizzato quale ispettore Psc, dislocato tra diversi Comandi territoriali ubicati nei porti maggiormente interessati da traffico mercantile ed organizzato in Nuclei Port state Control, coordinati dai Servizi regionali Psc istituiti a livello di direzione marittima. L’autorità competente è il Sesto Reparto del Comando generale - Sicurezza della navigazione e marittima - che tramite la sezione Port State Control e il Coordinatore nazionale monitora e indirizza l’attività.

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