La revisione della Rete Ten-T e le nuove opportunità per l’Italia in materia di finanza sostenibile

A cura di Asla - l'Associazione degli Studi Legali Associati

di Beatrice Settanni*

Roma - In data 14 dicembre u.s., la Commissione europea ha pubblicato la proposta di revisione delle reti di trasporto transeuropee (Ten-T), cioè la rete europea di linee ferroviarie, strade, vie navigabili interne, rotte marittime, porti, aeroporti e terminal ferroviari oggetto del Regolamento (UE) n. 1315/2013. La Commissaria UE ai Trasporti, Alina Valean, ha annunciato l’inserimento del Porto di Civitavecchia e della prosecuzione a sud di Ancona del corridoio Adriatico-Baltico nella suddetta proposta legislativa redatta dalla Commissione Europea in seguito alle consultazioni e agli accordi bilaterali con gli Stati Membri. Tale revisione è resa necessaria dalla crescente domanda di trasporti, dall’ampliamento del territorio dell’UE e dalle continue sfide connesse all’evoluzione della politica dei trasporti basata su sostenibilità, liberalizzazione e innovazione tecnologica (ad esempio sull’ampliamento della digitalizzazione all’intero sistema di trasporto e alle catene logistiche per un uso delle infrastrutture di trasporto più efficiente, sostenibile e multimodale).

Oltre a Civitavecchia e alla dorsale adriatica, entrano nei core anche quattro terminal merci: l’interporto Fernetti di Trieste, promosso nella categoria rail-road terminals, Santo Stefano Magra (La Spezia), Segrate (Milano) e Agognate (Novara). Nella rete comprehensive vengono inseriti sei nuovi porti (Capri, Ischia, Ponza, Porto Empedocle, Porto Santo Stefano e Procida), tre aeroporti (Isola D'Elba, Perugia e Rimini) e otto interporti (Busto Arsizio unito a Gallarate, Faenza, Foggia Incoronata, Forlì Cesena Villa Selva, Ortona, Castelguelfo, Pordenone, Portogruaro).

La Commissione ha, inoltre, proposto l’ampliamento della rete dei nodi urbani, con l’inclusione di altri 40 centri urbani italiani superiori a 100 mila abitanti, o capoluoghi di regione con caratteristiche demografiche anche inferiori, per favorire la piena coesione territoriale. L’inserimento dei centri urbani nella rete comporta l’annessione delle relative tratte di collegamento ferroviario-stradale e l’adozione dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, puntando ad affrontare alcune delle sfide per la mobilità urbana.

Nella suddetta proposta sono, infine, annoverati anche l’istituzione di nuovi corridoi europei di trasporto per unificare i corridoi core ed extended con i corridoi ferroviari merci, la creazione di un nuovo livello di rete intermedio, il c.d. “extended core network”, con una scadenza intermedia al 2040 e nuovi requisiti per tutte le modalità di trasporto soggetti a un’approfondita valutazione degli impatti temporali e finanziari, nonché la conversione delle autostrade del mare nello “spazio marittimo europeo”, con meno vincoli sui porti coinvolti dalle rotte.

La revisione del regolamento Ten-T è parte integrante del c.d. pacchetto sulla mobilità verde lanciato dalla Commissione europea avente l’ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni derivanti dal settore dei trasporti del 90%. In tal senso, la Commissione europea ha adottato una serie di proposte volte alla modernizzazione del sistema dei trasporti nel territorio unionale in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e da contestualizzarsi nella transizione ecologica per una mobilità più efficiente, verde e pulita.

Gli sforzi intrapresi negli ultimi anni si concentrano, infatti, sull’aumento della connettività e sullo spostamento di un numero sempre maggiore di passeggeri e merci sulle linee ferroviarie e sulle vie navigabili interne, sostenendo, inter alia, l’introduzione di punti di ricarica, infrastrutture di rifornimento alternative e nuove tecnologie digitali, ponendo una sempre maggiore attenzione alla mobilità urbana sostenibile e rendendo più semplice scegliere diverse opzioni di trasporto in un efficiente sistema di trasporto multimodale.

L’inserimento di Civitavecchia nella rete europea dei porti “core” e della dorsale adriatica nella rete “extended core”, oltre ad essere un importante riconoscimento per il nostro Paese, consente all’Italia di accedere più facilmente ai finanziamenti dell’Unione Europea per le reti di trasporto e, in particolare, ai finanziamenti del Connecting Europe Facility 2 (CEF) dedicati al potenziamento delle reti e dei nodi di trasporto europei, ingenti risorse che andranno ad aggiungersi agli impegni finanziari già assunti con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e con la prossima legge di bilancio per potenziare porti, ferrovie e l’intera rete logistica italiana.

Nello specifico, il CEF mette a disposizione per il periodo temporale 2021/2027 fondi per 25.81 miliardi di euro, 10 dei quali per i progetti “Inland Port” e “Motorways of the Sea”. Il 16 settembre 2021 l’Agenzia esecutiva della Commissione Europea CINEA ha pubblicato il primo bando CEF Transport della nuova programmazione 2021-2027 che presenta numerose novità rispetto alla precedente programmazione sia per quanto riguarda la procedura di sottomissione delle proposte, la quale avverrà tramite una specifica piattaforma, che la gestione delle stesse progettualità. Le proposte potranno essere sottomesse dai promotori fino alla scadenza fissata al 19 gennaio 2022.

In materia, si segnala anche che già il Decreto del MIMS del 13 agosto 2021 “Approvazione del programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale sinergici e complementari al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 2 ottobre, aveva disposto lo stanziamento di un importo complessivo di 2,835 miliardi di euro relativo agli esercizi dal 2021 al 2026, nel rispetto del cronoprogramma procedurale previsto dall’allegato 1 al decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 15 luglio 2021, da ripartirsi tra le Autorità di Sistema Portuale, i Comuni e in base alla tipologia di intervento (ambiente, efficienza energetica, cold ironing, etc.), come riportato nell’Allegato 1 del provvedimento che reca anche l’individuazione del soggetto attuatore e del CUP.

Inoltre, il Ministero della Transizione Ecologica ha avviato il progetto Green Ports che prevede una spesa complessiva di 270 milioni di euro finalizzati a finanziare le proposte presentate dalle Autorità di Sistema Portuale. Gli interventi oggetto di questa iniziativa sono la produzione di energia da fonti rinnovabili (70 milioni di euro), interventi di efficienza energetica sia degli edifici portuali (39 milioni di euro) sia dei sistemi di illuminazione (30 milioni di euro), mezzi di trasporto elettrici (62 milioni di euro), interventi sulle infrastrutture energetiche portuali non efficienti (23 milioni di euro), realizzazione di infrastrutture per l’uso dell’elettricità in porto (22 milioni di euro), metodi di riduzione delle emissioni (24 milioni di euro). L’elettrificazione dei porti mediante lo sviluppo del cold ironing per fornire alle imbarcazioni ormeggiate in porto energia (soprattutto da fonti rinnovabili) attraverso una connessione elettrica con la terraferma è sicuramente uno dei temi più sensibili al momento.

Sul punto, si segnalano, inter alia, le iniziative virtuose dei Porti di Savona e di Civitavecchia. Nel primo è stato creato un sistema semplice di consumo e produzione a servizio delle utenze portuali, oggi alimentate da 121 kW di pannelli solari fotovoltaici destinati ad aumentare fino a 4 MW, e in grado di soddisfare, una volta a regime, il 95% del fabbisogno annuale di energia del porto di Savona o il 45% di tale fabbisogno più i consumi di una grande nave passeggeri dieci volte al mese. Il Porto di Civitavecchia, invece, ha recentemente rilasciato una concessione alla Artemio Energia, in darsena servizi, per l’installazione di due turbine sperimentali su fori di sfiato del muro paraonde, per l’avvio della seconda fase di un progetto che mira a produrre energia elettrica da moto ondoso.

Dopo la forte battuta d’arresto causata dall’emergenza da Covid-19, l’Italia ha oggi la grande opportunità di creare nel lungo periodo, mediante la finanza sostenibile, un’importante valorizzazione di asset e settori strategici per il nostro Paese, indirizzando i capitali verso attività che non solo generano un plusvalore economico, ma sono al contempo utili alla società e non a carico del sistema ambientale.

*Avvocato, Studio Gianni e Origoni

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