L’Anac archivia il caso Merlo e chiede strumenti più efficaci sul pantouflage

Con una delibera della scorsa settimana l’Autorità nazionale Anticorruzione ha archiviato il procedimento a carico di Luigi Merlo, ex presidente dell’Autorità portuale di Genova, su cui gravava il sospetto del pantouflage in Msc

di A. Qua.

Genova - Con una delibera della scorsa settimana l’Autorità nazionale Anticorruzione ha archiviato il procedimento a carico di Luigi Merlo, ex presidente dell’Autorità portuale di Genova, su cui gravava il sospetto del pantouflage, cioè quel meccanismo (detto anche delle porte girevoli) per cui i dipendenti pubblici che negli ultimi tre anni di servizio hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per le pubbliche amministrazioni, vengono poi assunti dagli stessi soggetti privati destinatari dei provvedimenti.

In particolare Merlo, che aveva rivestito l’incarico istituzionale a Genova fino a novembre 2015, a gennaio 2017 venne nominato direttore dei Rapporti istituzionali del gruppo Msc in Italia: l’Anac aprì il procedimento nel 2018, che tra ricorsi e contro-ricorsi diede il via a una tormenta vicenda in sede amministrativa. Il presidente dell’Authority, Giuseppe Busia, alla fine ha optato per l’archiviazione, accompagnando la delibera con una nota nella quale in sostanza si sottolinea come l’Anac abbia, per effetto di una normativa scarna, strumenti inadatti per poter intervenire efficacemente sul pantouflage, e chiedendo espressamente "un intervento del legislatore".

Anche per la difficoltà interpretativa della legge attuale. L’Anac dunque archivia "anche in ragione dei limiti normativi" che l’ente "chiede da tempo di superare (...)", e che in particolare, senza gradualità, spingerebbero le sanzioni al contrasto dei principi amministrativi della ragionevolezza e della proporzionalità. E nel caso di Merlo, a cui è stata riconosciuta sostanzialmente la buona fede per i due chiarimenti chiesti prima di entrare in Msc, "è stato ritenuto di rilevanza assorbente l’elemento psicologico (...). I soggetti del procedimento hanno dimostrato di non sapere, dato che erano parte di un gruppo internazionale molto ambio e articolato. Peraltro (...) non vi erano contatti dalla società in questione con la pubblica amministrazione italiana". "Ho avuto sempre rispetto di ogni passaggio relativo a questa vicenda, rispettando chi doveva verificare la questione, anche se sono sempre stato convinto della assoluta correttezza delle mie azioni - dice Luigi Merlo -. Oggi ne ho la conferma e questo mi rende ancora più sereno nell’attività che svolgo".

©RIPRODUZIONE RISERVATA