Come prevenire gli attacchi terroristici: i palombari danno lezione in fondo al mare

In un momento di grande crisi internazionale e con l’emergenza delle rotte navali del Mar Nero, quelle in cui dovranno transitare i cargo carichi di grano destinato a mezzo mondo, segnate dalla presenza di mine a causa del conflitto in corso, la Nato inizia a fare gruppo su queste tematiche

di Mariano Alberto Vignali

La Spezia - In un momento di grande crisi internazionale e con l’emergenza delle rotte navali del Mar Nero, quelle in cui dovranno transitare i cargo carichi di grano destinato a mezzo mondo, segnate dalla presenza di mine a causa del conflitto in corso, la Nato inizia a fare gruppo su queste tematiche e chiama a rapporto gli esperti delle varie marine, un settore in cui l’Italia (e Spezia in particolare) vanta competenze uniche. Proprio per questo i palombari del Varignano, e in particolare quelli del centro studi di ComSubIn, assieme agli specialisti del servizio di contromisure mine della Marina, che ha sempre sede alla Spezia, ancora una volta hanno fanno scuola a livello mondiale. Lo si è visto in questi giorni, a Suda (in Grecia), durante un importante vertice tecnico della Nato, convocato proprio per quello che riguarda le tematiche relative alla bonifica degli ordigni e aperto alla comunità scientifica e alle aziende del settore navale.

Tra i pochi relatori c’erano esperti dei due reparti spezzini che sono infatti leader indiscussi per il disinnesco di bombe, non solo però i residuati bellici, ma anche le minacce più attuali che terroristi, forze combattenti o gruppi estremistici vari potrebbero attuare minando un porto mercantile o una nave. Un tema quanto mai attuale sua a fronte del problema del minamento delle rotte commerciali in Mar Nero per il conflitto in corso, dove la nato ha previsto un intervento di sicurezza della navigazione, ma anche per una serie di altre situazioni contingenti in aree del Mediterraneo dove vi sono evidenti rischi. Negli scorsi giorni gli esperti spezzini hanno così illustrato le tecniche e le procedure italiane davanti ai colleghi della Nato, in un seminario formativo che si è tenuto presso il Nmiotc, il centro d’innovazione ed eccellenza focalizzato principalmente sulle attività marittime dell'Alleanza atlantica. Si tratta di un importante appuntamento organizzato annualmente per promuovere la condivisione di differenti punti di vista sulle emergenti tematiche che caratterizzano il dominio marittimo, in questo caso la minaccia terroristica, e che per il 2022 è stato focalizzato su quello che è il tema più attuale.

Proprio per questo la 13esima edizione della conferenza era intitolata: "Contrastare le minacce terroristiche nel settore marittimo: come un'efficace interdizione rafforza gli obiettivi di deterrenza e difesa dell'Alleanza", e ha permesso a 120 professionisti del settore marittimo, provenienti dal mondo militare dell'Alleanza atlantica, da Paesi associati, ma anche dal settore commerciale, dell’industria pubblica e privata e accademici (per un totale di 24 nazioni presenti), di confrontarsi nel settore della maritime security. La conferenza si è sviluppata attraverso numerosi temi afferenti aree tematiche distinte, ma correlate nello specifico afferenti il ruolo del terrorismo marittimo, delle operazioni di interdizione nel controterrorismo marittimo con un chiaro ed esplicito riferimento alle sfide presenti e future. Si è poi parlato del contrasto alla proliferazione di armi di distruzione di massa, del ruolo della tecnologica come elemento vincente nella lotta al terrorismo, della minaccia alle infrastrutture marittime di importanza strategica ed il contributo della tecnologia nella difesa di queste ultime.

Con la presenza di due propri esperti la Marina ha attivamente partecipato alla conferenza con un ruolo di riferimento, fornendo le proprie competenze nel settore del contrasto agli ordigni esplosivi in ambiente marittimo e subacqueo, nonché rimarcando il punto di vista italiano nella difesa delle infrastrutture critiche residenti sui fondali marini. Nello specifico il capitano di fregata Giovanni Modugno, ufficiale palombaro del ComSubIn, ha illustrato nel dettaglio la minaccia posta dagli ordigni convenzionali o improvvisati e le peculiarità rappresentate dalle relative azioni di messa in sicurezza, mentre il capitano di corvetta Stefano Canarutto, specialista di mine e contromisure mine, attualmente impiegato presso il settimo reparto di Maristat, ha presentato l‘esperienza acquisita dalla Marina nell’ambito della sorveglianza di infrastrutture critiche subacquee, prospettando gli sviluppi capacitivi in itinere nell’ambito dell’ammodernamento della componente di contrasto alle mine e le correlate sfide tecnologiche e legali.

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