Porto di Genova, Signorini: "Ecco come cambia la Darsena" / LA VIDEOINTERVISTA

La parte industriale a Genova pesa in modo significativo: parliamo di 140 milioni di euro di fatturato diretto, circa 300 milioni con l’indotto. Si tratta di circa 50 impreseche per ragioni di spazio e upgrading dei cantieri hanno sofferto negli anni passati

di Simone Gallotti

Genova - L'edizione più difficile del Salone Nautico è andata bene. Lo dicono i numeri finali, sia dei visitatori, sia degli operatori che hanno registrato contatti record durante la sessantesima manifestazione. Genova adesso pare aver dato un volto preciso a quella parte dello scalo dedicata alla nautica, soprattutto nel difficile equilibrio tra le attività industriali, quelle fieristiche e l’intervento di Renzo Piano con il progetto del Waterfront. Paolo Emilio Signorini ha accelerato diversi dossier che consentiranno di trovare una soluzione stabile all’area della Darsena (qui la versione video).

Presidente Signorini, questa parte dello scalo genovese sta cambiando pelle...
«Sono passati tre anni da quando con le istituzioni locali Regione e Comune in testa, abbiamo ragionato su un mutamento radicale nei tempi e sulle opere da realizzare, avendo anche ereditato la visione di Renzo Piano che cambierà completamente il waterfront del capoluogo. Questo compendio non era adeguatamente valorizzato: avevamo solamente il Salone Nautico una settimana all’anno e la Darsena viaggiava al di sotto delle grandissime potenzialità che ritenevamo avesse. Adesso vediamo i lavori con una nuova banchina nella nuova darsena, realizzeremo poi una passeggiata, ci sarà il potenziamento dei cantieri e del waterfront con l’abbattimento dell’ex Nira. Quest’area del porto può creare un grandissimo valore aggiunto sia dal punto di vista industriale che per le manifestazioni grazie alla marina e alle iniziative nel residenziale e nel ricettivo».

Concentriamoci sulla parte industriale. Cosa accadrà?
«La parte industriale a Genova pesa in modo significativo: parliamo di 140 milioni di euro di fatturato diretto, circa 300 milioni con l’indotto. Si tratta di circa 50 impreseche per ragioni di spazio e upgrading dei cantieri hanno sofferto negli anni passati. Avrebbero potuto fare di più con riqualificazione spazi demaniali. Con la nuova Darsena e alcuni atti demaniali che stiamo adottando, riteniamo di pote potenziare significativamente il distretto degli operatori di Genova».

Il Salone intanto è andato bene...
«Questo Salone è andato bene. I contatti b2b e il ruolo degli espositori, influiscono significativamente sullo stato di salute del settore. E poi penso ci sia un secondo fattore molto importante: Genova da un paio di anni ha dimostrato di saper reagire alle emergenze. Si tratta di un potere di segnalamento molto forte nei confronti dell’Eruopa e del mondo. Essere capaci di tenere aperto il Salone ai tempi del Covid è un segnale di grande affidabilità. E questo nel mondo conta tantissimo».

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