MSC porta a Genova il gigante “Europa”

Saint Nazaire (Francia) - Con 205 mila tonnellate di stazza per quasi 7000 passeggeri è la sfida più importante nella storia di Msc

di Simone Gallotti

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Saint Nazaire (Francia) - Sarà la sfida più importante della storia di Msc. Due anni e mezzo e poi la compagnia crocieristica prenderà in consegna un’altra ammiraglia: più grande e più ecologica. La World Class ha cominciato a prendere forma ieri nei cantieri di Saint-Nazaire: si chiamerà “Msc Europa”, avrà 205 mila tonnellate di stazza per quasi 7000 passeggeri. Un gigante dei mari che quando lascerà i bacini alla foce della Loira, metterà la prua su Genova: «Abbiamo sempre fatto così, soprattutto per tradizione: le nostre navi al battesimo operativo vengono schierate sul Mediterraneo» conferma l’ad Gianni Onorato.

“Europa” sarà la prima, nel 2022, poi ne arriveranno altre tre della stessa mastodontica grandezza. L’altra rivoluzione è quella che Ginevra ha ingaggiato sul fronte dell’ambiente: i nuovi giganti del mare non andranno a carburante convenzionale, ma a celle combustibili alimentate a Gnl. Per le compagnie di navigazione, una scommessa enorme: “Costa Smeralda”, nave della compagnia concorrente di Msc, è ancora ferma in cantiere per mettere a punto il motore a gas: «Ognuno decide la propria strada, noi abbiamo scelto un percorso diverso rispetto a Carnival - spiega Onorato -. Basti pensare agli scrubber: la tecnologia che abbiamo scelto noi, close loop, ci sta dando ragione».

I catalizzatori che consentono di ridurre le emissioni possono essere open o close loop: questi ultimi sono considerati più ecologici, gli open cominciano a essere vietati, almeno per i cargo, in alcuni Paesi come la Cina. «Siamo molto tranquilli: i Chantiers hanno un’esperienza rilevante sul Gnl». Il direttore di Saint-Nazaire, Laurent Castaing, ammette che nonostante questa sia «la prima nave a Gnl costruita nei nostri cantieri», tutto è pronto per evitare che succeda come ai tedeschi di Meyer che hanno ritardato la consegna di “Smeralda” di due mesi: «Metteremo in campo una serie di risorse anche noi e c’è il know how giusto». E qui in Francia, conferma Onorato, lo Stato ha deciso di investire sulla tecnologia a gas, insieme a Chantiers de l’Atlantique ed altre aziende dell’indotto, che si occuperanno delle celle a combustione delle navi di Msc. Ieri il gruppo ha preso in consegna “Grandiosa”, pronta a essere schierata sul mercato e anche questa in procinto di arrivare a Genova.

I piani di sviluppo dell’azienda «da tempo sono orientati a una sensibilità green marcata. Lo dimostra anche la presa di posizione sulla rotta Artica che con le nostre navi cargo abbiamo deciso di non sfruttare ». Non c’è solo l’effetto Greta: «Abbiamo piani di sviluppo anche sul mercato - spiega ancora Onorato -. Msc è molto forte in Italia, ma il Paese non rappresenta più del 13% del fatturato globale. Stiamo crescendo molto: dagli Usa abbiamo cinque navi sui Caraibi. Andiamo a prendere una quota in uno dei mercati più maturi. Siamo pronti a mettere una nave in Alaska. Poi nel 2021 arriverà anche la “Msc Seashore” e in Cina avremo una grande unità pronta a sfruttare quel mercato».

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