Luisa Del Sorbo, la lady dei giga yacht che vuole cambiare il mondo

Napoli - A tu per tu con la giovane imprenditrice campana: "Serve una seria riforma dei servizi tecnico nautici".

di Bianca d’Antonio

Napoli - Viso d’angelo? Certamente. Sorriso smagliante ed accattivante? Senza dubbio. Ma dietro l’aspetto angelico si nascondono una volontà di ferro e una determinazione fuori dal comune. E poi non fatela arrabbiare, perché se è convinta di operare nel giusto, darà battaglia sino alla fine. Il “pericoloso angioletto” in questione è Luisa Del Sorbo, 38 anni di Castellammare di Stabia, giornalista e dirigente di Stabia Main Port, il porto per giga yacht da lei “fortemente voluto” e gestito da un paio d’anni, stimata per la sua preparazione e professionalità, è capace di dialogare di attracchi, ormeggi a murata, di ancore e boe, di rifornimenti e smaltimento dei rifiuti di bordo, di normative e regole con comandanti di yacht e funzionari della Capitaneria con la stessa semplicità con cui parla di prodotti a km zero, di salvaguardia del mare e di tutela del territorio con i maggiori chef stellati.

Ci fermiamo qui oppure lei ha altre aspirazioni?

“La mia aspirazione più grande è contribuire alla crescita di progetti positivi per il recupero e il rilancio turistico delle fasce di Costa del Sud Italia. C’è ancora tanto da fare ed il viaggio è così entusiasmante da rendere impossibile l’ipotesi di fermarsi”.

Quali tra tutte le sue attività, la gratifica di più ?

“In realtà sono tutte collegate. Il comune denominatore è il mare; navigo con By Tourist da ormai 12 anni avviando progetti per recuperare le fasce di coste italiane e quindi promuoverle a livello internazionale. Ciò naturalmente comporta un sistema complesso di comunicazione, dai media al business, partner internazionali di prestigio, una grande rete di professionisti dai sani valori ed etica professionale. Tra i vari progetti c’è appunto Stabia Main Port, approdo ideato e comunicato come porto esclusivo per mega yacht, creato dai fratelli Esposito di Castellammare con la Luise Group. Porto diventato, in appena 3 anni, riferimento unico nel Mediterraneo, per servizi a terra ed offerta turistica integrata. Una scommessa fatta sul mio territorio di origine e per questo motivo mi sento particolarmente gratificata, perché richiama quei sogni fatti da bambina per contribuire allo sviluppo della mia città”.

Lei è giovanissima: rispetto a quanto ha realizzato finora si sente soddisfatta?

“Moltissimo, soprattutto perché ho sempre agito e agisco ogni giorno seguendo una precisa convinzione: divertirmi ad ogni passo senza mai smettere di volare alto, anche nei momenti difficili”.

Chi l'ha aiutata di più nel suo percorso professionale?

"In primo luogo i miei genitori che mi hanno sostenuta e mi supportano ad ogni passo. Tanti amici giornalisti e due grandi uomini, gli imprenditori Carmine Sangiovanni e Tommaso Gentile, che purtroppo non ci sono più...ma a loro devo tutto il mio sapere nel settore della nautica. A loro devo la formazione come imprenditrice. E un grande grazie va a Francesco Luise, che mi ha dato fiducia introducendomi nel settore dello yachting a livello mondiale”.

L'essere donna le ha creato difficoltà nel suo lavoro di manager?

“Diciamo che qualcuno ha provato a mettermi in difficoltà...ma io ho la testa dura!”

Il suo maggior successo?

“Aver costruito innumerevoli Vere Amicizie in questo lungo viaggio ed essere rimasta fedele ai sani valori morali che mi hanno trasmesso i miei genitori”.

Rifarebbe tutto o cambierebbe qualcosa del suo percorso?

“Rifarei tutto”

Lei opera contemporaneamente in due settori di primo piano il food con i suoi chef stellati e le sue aziende e lo Yachting di lusso con i suoi proprietari e fruitori nonché la portualità turistica e tutto quanto ruota intorno: cosa lega questi due settori?

“Il mare. I settori specifici sono infatti turismo marittimo e turismo gastronomico. Non a caso l’azienda di chiama By Tourist perché viviamo e firmiamo ogni progetto osservando il percorso con gli occhi di un turista che naviga tra bellezze ambientali, culturali e sapori unici”.

Quando riesce ad avere un po’ di tempo per sé cosa le piace fare?

“Stare con la mia famiglia e gli amici. Sono i miei pilastri”.

Come vede il suo futuro di donna?

“A bordo di un Riva Acquarama, bevendo gin tonic e pensando a creare continui nuovi esclusivi itinerari per i diportisti”.

Per amore rinuncerebbe al suo lavoro?

“Sono alla continua ricerca di mediazioni ed equilibrio. Lo stesso vale per il binomio amore-lavoro. Il verbo rinunciare lo trovo estremo, non è nelle mie corde”.

Ha degli hobby?

“Leggere gialli e dipingere. Da un anno mi sto dedicando anche al giardinaggio”.

Che importanza ha per lei la sua famiglia?

“È il mio punto di forza, il rifugio dove ricaricarmi. Senza i miei genitori e i miei fratelli mi sentirei persa”.

Lei è di Castellammare di Stabia e si è prodigata molto per cambiarne l'immagine...

“Abbiamo ricreato un’immagine turistica della città, partendo dal bacino borbonico ormai abbandonato e degradato. E trasformato in Marina Resort per nababbi di lusso. Per il progetto Stabia Main Port abbiamo lavorato tanto e stiamo lavorando tantissimo con la città e le diverse categorie. Con i taxi locali per spiegare aspettative dell’utenza e stabilire delle tariffe competitive; con i commercianti per garantire la tutela dell’utente straniero e la giusta accoglienza; con i ristoranti ed i tanti locali fuori al porto per incentivare l’utilizzo della lingua inglese; con le istituzioni per far comprendere le esigenze di queste tipologie di yacht; con il circolo Nautico stabile per permettere l’utilizzo del campo da tennis e della palestra, agli equipaggi presenti nel porto, con gli istruttori del team dei campioni olimpionici Fratelli Abagnale a disposizione per armatori ed equipaggi; con la riconversione occupazionale di ex scaricatori di porto alle moderne mansioni e occupazioni portuali, dall’ormeggio al servizio security. La risposta da parte della città è stupenda, c’è condivisione e partecipazione costruttiva”.

Lei ha esordito come giornalista di cronaca e giudiziaria come è arrivata allo shipping ed al food?

“A un certo punto mi sono resa conto che continuavo a scrivere e denunciare situazioni che si ripetevano negli anni in modo schematico. Ed era realmente frustrante. Quindi mi sono detta che se volevo realmente contribuire, attraverso la comunicazione, a cambiare il mondo intorno a me dovevo modificare il mio punto di vista. Invece di denunciare il negativo dovevo puntare i riflettori sul positivo. A quel punto la scelta dei settori era scontata: Turismo, Nautica e Gastronomia sono gli ingredienti principali per tenere alto il Pil in Italia e allo stesso tempo funzionali per le caratteristiche naturali del Sud Italia. Da qui parte tutto il resto ...”

Quali sono per lei i personaggi più rappresentativi dello shipping?

“Stimo molti imprenditori e ci sono tanti validi esponenti dello shipping. Così a bruciapelo i primi nomi che mi vengono in mente sono gli armatori Mimmo Ievoli e Manuel Grimaldi, gli agenti marittimi Stefano Sorrentini, Andrea Mastellone, il Presidente del Propeller Club Umberto Masucci, la famiglia Luise. Insomma sono veramente tanti...è un comparto che soprattutto in Campania conta su esponenti realmente validi e rappresentativi per l’intero settore a livello internazionale”.

Cosa la irrita maggiormente?

“Le polemiche sterili e l’ostruzionismo al cambiamento”.

E cosa la affascina?

“La storia di luoghi, persone ed oggetti”.

La sua attività di dirigente di Stabia Main Port non le fa vivere l'estate, soffre molto?

“A dire il vero non è proprio così...sicuramente non posso andare in vacanza a ferragosto, ma vivendo in un bacino turistico come il mio alla fine diventa facile unire le due cose e quindi scappare in costiera amalfitana per qualche giorno o una mattina a Capri, tra un approdo e l’altro”.

La donna dello shipping che ammira di più?

“Ce ne sono tante, ma una in particolare ha colpito la mia attenzione ed ha tutta la mia stima. Una donna ricca di sensibilità e coraggiosa che ho conosciuto anni fa come Comandante della Capitaneria di Porto di Torre Annunziata: il T.V. Claudia Di Lucca”.

Cosa cambierebbe nel mondo marittimo/portuale con un occhio al suo settore? ù

“Ci vorrebbe una seria riforma dei servizi tecnico nautici adeguandoli ad un sistema costruttivo di Sicurezza Produttiva dei porti. Se un porto ha sistemi di sicurezza eccessivi e costosissimi rischia di diventare un porto vuoto. Abbiamo tantissimi casi in Italia. Castellammare ne era un esempio e abbiamo dimostrato come sicurezza e Produttività possano convivere, ridando al porto la sua funzione principale: essere la Porta di accesso alla città e polmone economico”.

Caratterialmente come definirebbe Luisa Del Sorbo?

“Sognatrice, socievole, testarda, piena di gioia di vivere, golosa”.

Crede nell'amicizia ed ha molti amici?

“Si, tantissimi! Di ogni classe ed età”

Secondo lei è importante fare sistema e pensa che questo rappresenti una carenza nel Sud?

“Creare continue sinergie è l’ingrediente principale per ogni sano sistema economico. Al Sud risulta sempre difficile portare avanti il concetto di “stare insieme per costruire”.

Quali doti e caratteristiche deve avere una ragazza che intende intraprendere la sua carriera?

“Determinazione ed idee chiare”

L'essere una bella donna rappresenta una marcia in più o un ostacolo?

“In una donna come in un uomo, la bellezza può essere gratificante, ma non è determinante rispetto alla vita come marcia in più od ostacolo”. 

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