Il Green Deal? Per l'Europa è una necessità / FOCUS

L'Economia circolare contribuisce già oggi, in Europa, alla creazione di ricchezza e benessere: nel 2018, secondo una ricerca della Fondazione Enel e The European House-Ambrosetti, ha generato 300-380 miliardi di euro di prodotto interno lordo

Cernobbio - Il Green Deal diventa la priorità dell'Europa per trasformare il sistema di produzione industriale, generare innovazione, ricchezza e impiego, soprattutto per i giovani, riducendo le diseguaglianze. È questo il messaggio che arriva dal Forum Ambrosetti a Cernobbio dove il 50% dei top manager presenti ha attuato con successo strategie di economia circolare o criteri Esg (Environmental Social Governance). È il vice presidente della commissione europea, Frans Timmermans, ad illustrare le iniziative necessarie per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, anche alla luce dei fondi messi a disposizione dei Paesi. Il 30% dei fondi europei di rilancio deve «andare al clima. Non ha senso ricostruire la nostra economia così come era prima», spiega Timmermans, ricordando che l'obiettivo è quello di un futuro diverso. Il Green Deal non è un «desiderio diventato lusso - aggiunge - ma una necessità divenuta priorità. Una strategia di crescita per il continente europeo». Il 30% dei circa 1,8 trilioni di euro, spiega il vice presidente della commissione europea, deve essere dedicato a spese e riforme per il «clima e il benessere dell'ambiente. Un pacchetto di risorse tanto ingenti per riformare i Paesi Ue non si presenterà forse mai più».

L'Economia circolare contribuisce già oggi, in Europa, alla creazione di ricchezza e benessere: nel 2018, secondo una ricerca della Fondazione Enel e The European House-Ambrosetti, ha generato 300-380 miliardi di euro di prodotto interno lordo, con 90-110 miliardi di euro di investimenti e fino a 2,5 milioni di posti di lavoro nel 2018. «L'innovazione è benzina per l'economia circolare, e lo sforzo di Enel è mettere insieme innovazione e sostenibilità» commenta Francesco Starace ad di Enel. In Europa suscita grande interesse il contributo che l'idrogeno potrà dare al processo di transizione energetica ed alla crescita economica. L'Italia potrà giocare un ruolo da protagonista. In termini di contributo al Pil, secondo una ricerca di Snam e The European House-Ambrosetti, è stato stimato un valore aggiunto compreso tra 22 e 37 miliardi di euro al 2050. Il contributo all'economia è riconducibile anche all'occupazione grazie alla possibilità di creare fino a 540 mila nuovi posti di lavoro al 2050. L'idrogeno può essere il migliore «alleato dell'elettricità rinnovabile per consentire all'Italia di essere protagonista nella lotta globale ai cambiamenti climatici e promuovere nuove opportunità di sviluppo e occupazione», afferma Marco Alverà, amministratore delegato di Snam.

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