Container vuoti, ripresa in Cina / ANALISI

Le previsioni non sono buone ancora per mesi, ma un primo segnale di inversione di tendenza arriva dall'Asia. In effetti, segnali in questo senso cominciano a arrivare adesso, anche se riguardano principalmente la Cina, mentre nel resto del mondo la situazione di carenza è ancora critica

di alberto ghiara

Noli per il trasporto marittimo di container quadruplicati in pochi mesi, navi in coda nei principali scali della West Coast statunitense, esportatori cinesi in affanno che fanno incetta di container vuoti in tutto il mondo, servizi sempre più spesso in ritardo agli appuntamenti: il mondo dello shipping si interroga per capire quando terminerà quella che in un recente intervento il presidente di Spediporto, Alessandro Pitto, ha chiamato la “physical disruption” dello shipping internazionale.

Le previsioni non sono buone ancora per mesi, ma un primo segnale di inversione di tendenza arriva dalla Cina. In effetti, segnali in questo senso cominciano a arrivare adesso, anche se riguardano principalmente la Cina, mentre nel resto del mondo la situazione di carenza è ancora critica. Secondo dati ripresi dal sito del fornitore di servizi logistici internazionali Mallory Alexander, dalla seconda metà di febbraio la carenza di container ha iniziato a ridursi in Cina, mentre anche in altri paesi, come Vietnam e Thailandia, alcune compagnie come Msc si trovano in una situazione migliorata. Nel principale porto cinese e mondiale per i traffici di container, Shanghai, la scorta di container vuoti è cresciuta da 120 mila teu che si contavano prima del capodanno locale a 330 mila, cioè una cifra superiore anche a quella che è la media nei periodi di traffico normale, ossia 290 mila teu. Nello stesso tempo si è ridotto l’effetto di bassa stagione della festività cinese. Il mercato ha continuato a essere vivace. In sette giorni di ferie del capodanno la movimentazione di container nel porto di Shanghai ha raggiunto i 900 mila teu, con una crescita del 24 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

«Con la diffusione delle vaccinazioni - prevede una nota di Mallory Alexander - e il controllo effettivo della Covid-19, pensiamo che i container vuoti ritorneranno gradualmente alla normalità nel giugno di quest’anno, mentre offerta e domanda torneranno in equilibrio». I numeri sono positivi anche per il porto di Ningbo, sempre in Cina, dove nella settimana del capodanno sono arrivati 260 mila teu. In gennaio sono arrivati a Ningbo complessivamente 730 mila teu di container vuoti, ossia un incremento di 160 mila teu rispetto alla media dell’ultimo trimestre del 2020 (+28 per cento). Questo trend, spiega la nota dell’operatore logistico, «ha effettivamente ridotto la pressione della mancanza di container».

Anche a Yantian lo stoccaggio di container è in crescita e un numero sempre maggiore di autotrasportatori riesce a ottenere container vuoti. In terminal interni come quelli delle città di Wuhan e Wuhu la situazione sta migliorando, ma con differenze di disponibilità fra le diverse compagnie marittime, e la nota consiglia ai clienti di informarsi prima di muoversi. A esempio Cosco ha più disponibilità di altre compagnie, ma richiede ancora agli speditori di accettare la possibilità di un rollover, ossia che la merce non riesca a essere imbarcata sulla nave prevista e debba ritardare il viaggio in attesa di quella successiva. In Thailandia la disponibilità è ancora scarsa, a volte capita di dover aspettare 1 o 2 giorni per avere il container, ma alcune compagnie come Msc possono garantire una buona fornitura. Stessa situazione di disponibilità ridotta si registra ancora anche in Vietnam. Secondo il Container availability index (Cai) elaborato da Container xChange, nel dicembre del 2020 la disponibilità era molto più bassa rispetto a gennaio.

L’indice segnala una situazione di equilibrio fra domanda e offerta con un punteggio di 0,5. A Shanghai a dicembre il punteggio era di 0,13 per i container normali e di 0,08 per gli high cube. A gennaio si è registrato un aumento del 37,5 per cento per quanto riguarda gli high cube e del 200 per cento per i container normali.

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